Nessuno stress da pendolarismo, immersi in un ambiente che conosciamo alla perfezione, nessuno da disturbare e pause quando si vuole. Il lavoro da casa sembra il paradiso, ma uno studio americano rivela che in realtà può aumentare le liti domestiche.

La tecnologia ha portato a un grande aumento del telelavoro, considerato il futuro della divisione sociale della produzione, con effetti positivi sul lavoro e sull’ambiente. Quando però il professor Tim Golden del Rensselaer Polytechnic Institute di New York ha osservato più di 300 lavoratori di una grande società di computer che aveva sia dipendenti in ufficio che a casa, è arrivato a una conclusione (pubblicata sul Journal of Business and Psychology) sorprendente: i quattro quinti di coloro che affermavano di non essere capaci di bilanciare lavoro e famiglia avevano come ufficio la loro abitazione.

Una confusione dei piani, tra luogo di lavoro e luogo degli affetti, a cui nessuno pensa – tranne coloro ovviamente che questo mestiere lo fanno – ma che influisce pesantemente sulla qualità della vita. Se si ha un lavoro da casa, quando si “stacca” si è già a casa, non c’è un passaggio che determini lo scambio, e questo genera una certa incapacità a rilassarsi, a lasciare le preoccupazioni fuori dalla porta.

Facciamo alcuni esempi, che valgono in particolare per le donne. Quando lavori da casa, tutti tendono a pensare che questo ti renda automaticamente disponibile alle faccende domestiche. E la cura dei bambini? Perché spendere denaro in tate o asili quando, dopotutto, lavori da casa? Ma in questo modo, l’effetto “burn out” è garantito.

Secondo la ricerca, mentre il telelavoro può essere utile nel ridurre i problemi associati alle lontananze prolungate dalla famiglia (pensiamo ai rappresentanti, ai manager), a volte essere in grado di uscire e rientrare permette di ricaricare le batterie. C’è persino chi, pur restando a casa, si veste, fa un giro attorno al quartiere, anche solo per prendere il giornale o un caffé, e torna a casa restando in abiti da ufficio finché non ha concluso le sue ore di lavoro. Per non dimenticarsi che i tempi sono diversi, anche se il luogo è identico.

Lo studio mette in allerta sugli eventuali problemi connessi a questo tipo di vita:

«Molti optano per il telelavoro pensando di migliorare la loro qualità della vita e ridurre lo stress. Ma questo vale solo in caso di bassi livelli di conflitto tra lavoro e famiglia, mentre le persone che hanno alti livelli di conflitto vedono peggiorare la loro condizione.»

La questione quindi è semplice: se il rapporto con il vostro partner è bilanciato e il lavoro non è mai stato in grado di inclinarlo, dite sì al telelavoro. Ma se non avete ottenuto questo equilibrio e ci sono tensioni, non pensate che lavorare a casa, stando più vicini agli affetti, sia la soluzione. Potrebbe essere il colpo di grazia.

Fonte: DailyMail