Dallo studio Women in Global Science & Technology condotto dall’OWSDW (Organization for Women in Science for the Developing World) e dal Global Science & Technology è emerso che il lavoro femminile nei settori scienza e tecnologia è in calo allarmante.

La ricerca sul lavoro femminile in ambito scientifico e tecnologico, è stata finanziata dalla Fondazione Elsevier, che eroga sussidi per le donne alle prime armi in ambiti lavorativi scientifici e da FutureInnovate.net, un’organizzazione che sostiene le innovazioni in tutto il mondo.

A detta di Sophia Huyer, direttore esecutivo del GS&T (Global Science & Technology) esiste una specie di modello standard utilizzato in diversi settori secondo il quale, offrendo maggiore possibilità di studio alle donne, si finirebbe col posizionarle a un livello pari a quello degli uomini:

«Questo ha guidato il nostro approccio al problema per oltre un decennio e stiamo vedendo solo modifiche incrementali. La relazione indica che l’accesso all’istruzione non è una soluzione in sé e per sé.»

Nonostante sempre più donne decidano di studiare per ottenere una laurea, i titoli conseguiti nei settori attinenti a questi campi non sempre finiscono col tradursi in un impiego consono e ciò capita perché in questi ambiti c’è una forte disparità tra i sessi dove gli uomini vengono sovente preferiti. È emerso anche, tuttavia, che nei paesi dove c’è maggiore parità e sostegno all’infanzia ci sono molte più donne impiegate nei settori scientifico/tecnologici. I risultati emersi da questa indagine sono visibili sul sito wigsat.org.

Fonte: Gaianews