La raccolta firme contro la legge “Porcellum” supera il milione. Dopo le prime anticipazioni dei giorni scorsi, quando si era già saputo del raggiungimento delle 500.000 firme necessarie alla presentazione del referendum elettorale, arrivano i numeri definitivi di questa nuova iniziativa popolare.

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Grande festa questa mattina all’arrivo dei fogli firma presso la sede della Cassazione. Da qui si attende la prima decisione il 10 dicembre, quando in caso di via libera la parola passerà alla Corte Costituzionale. Solo in caso di ulteriore approvazione si procederà con la campagna referendaria vera e propria. Piena soddisfazione per il risultato raggiunto viene dai membri del Comitato Promotore, con in prima fila il leader Idv Antonio Di Pietro, Arturo Parisi del Pd e Mario Segni: da loro l’augurio che il Parlamento sappia raccogliere l’invito venuto dagli italiani, senza per ostacolare il percorso del quesito.

Nel suo commento, Antonio Di Pietro sottolinea come la politica venga nuovamente superata dall’iniziativa popolare:

«Ancora una volta i cittadini hanno anticipato la politica. Lo hanno fatto i cittadini l’anno scorso con tre referendum che tutti gli altri partiti snobbavano ma il 95% degli elettorali ha fatto sapere che non voleva il nucleare e le leggi ad personam. Oggi dopo una incredibile raccolta di firme fatta in pochi mesi siamo di nuovo qui come cittadini».

Secondo Arturo Parisi “è stato un lavoro corale, anche se sono stati i cittadini a correre da noi per esprimere la loro rabbia e indignazione”, mentre il presidente del comitato referendario Andrea Morrone parla di vero e proprio miracolo:

«Fenomeno unico per il tempo occorso per raccogliere le firme, due mesi, e anche in relazione alle scarse risorse umane e finanziarie a disposizione. Siamo di fronte ad un miracolo popolare, ad un grande contributo da parte degli italiani alle istituzioni».

Nella mattinata giunge anche il commento del leader di Sel, Nichi Vendola, che vede nel risultato raggiunto il desiderio crescente di partecipazione da parte degli stessi cittadini:

«Il messaggio che viene dal popolo italiano a conclusione della raccolta delle firme per il referendum sulla legge elettorale è netto e incontrovertibile ed ha un valore civile prima ancora che politico: i cittadini vogliono contare, non intendono lasciare una delega in bianco ad una classe politica chiusa in Palazzo sempre più screditato».

Fonte: La Stampa