Sarà in vendita dal 10 novembre negli Stati Uniti il monsterbox con la serie completa di Dawson’s creek.

Un “cofanettone” con ventiquattro DVD, che contengono gli episodi di tutte e sei le serie, oltre a un sacco di contenuti speciali, come interviste e un trivial game, che richiama la puntata in cui i ragazzi si ritrovano a dover ripassare l’intero programma di letteratura inglese per un esame a scuola.

Dawson’s creek si inserisce in una tradizione già consolidata, quella creata da John Hughes e che prende il nome di “brat pack”, letteralmente “manipolo di canaglie”, con cui si indicavano i ragazzi, allora controversi, che negli anni ’80 erano in fase di crescita, con enormi dubbi esistenziali e sessuali.

Dawson e i suoi amici ricalcano talmente tanto queste figure, che, nella prima serie, ci fu un omaggio allo stesso Hughes, una puntata ispirata all’immortale The breakfast club, un film in cui cinque ragazzi si ritrovano in punizione, ma diventano amici attraverso le proprie diversità.

Questi omaggi non erano troppo rari, perché Dawson’s Creek, oltre a raccontare la storia di questi adolescenti, era pieno di considerazioni sul cinema d’autore, da Steven Spielberg, a Frank Capra.

Come i loro antenati di Beverly Hills 90210, Dawson, Peacy, Joey e gli altri si sono ritrovati a sperimentare alcool e droga, tematiche inerenti al sesso, perdita di affetti familiari, dilemmi religiosi, ma a differenza del capostipite dei telefilm generazionali, Dawson’s creek riprende una realtà molto vera, non quella patinata di chi ha tutto, ma soprattutto di quelli che, in termini economici, non hanno nulla o quasi, ma presentano difficoltà a trovare un lavoro, ad affermarsi, a scegliere la strada della propria vita.