Il Ministro del Lavoro e delle pari opportunità Elsa Fornero e il segretario della Federazione Nazionale della Stampa Franco Siddi, hanno siglato un accordo che dà origine alla Carta di Parità, intesa che servirà a stabilire percorsi e impegni per la promozione del merito e l’abbattimento degli stereotipi nell’esercizio dell’informazione. Queste le parole del Ministro delle pari oportunità:

«Trovo sgradevole la mentalità che vede una donna immorale, frivola, leggera quando viene scelta per per una posizione importante».

E di stereotipi ce ne sono parecchi nei titoli di giornali, nei format televisivi, sui quali la Fornero non è mai stata tenera. Anche se la questione culturale non è certo l’unica all’attenzione di chi ha firmato la carta: il merito delle donne sul lavoro, le quote rosa nell’informazione, dicono che l’obiettivo è anche un aumento delle chance professionali:

«Per la ripresa del Paese è fondamentale il ruolo delle donne dal punto di vista occupazionale, produttivo e professionale, ma occorre un forte impegno nel contrasto alla precarietà. Voi donne giornaliste avete la responsabilità di evitare che si offra anche all’estero un’immagine distorta della donna sui media. Il giornalismo ha rappresentato lo specchio di una società italiana rissosa, ma le giornaliste con la loro sensibilità e freschezza possono contribuire a modificare una concezione che vede la donna oggetto di stereotipi orrendi e puntare invece alla promozione del merito.»

La Carta di Parità è stata sottoscritta da aziende e Pubbliche Amministrazioni italiane ed è sostenuta, tra gli altri, dal ministero e da tutte le sigle sindacali. Le azioni disposte dalla carta sono legati a tre obiettivi principali: lottare contro tutte le forme di discriminazione sul luogo di lavoro, valorizzare le diversitò all’interno dell’organizzazione aziendale con particolare riguardo alle pari opportunità tra uomo e donna e favorire l’occupazione femminile. Per ottenere questi risultati il firmatario si impegna a definire e attuare politiche aziendali; superare gli stereotipi di genere; integrare il principio di parità di trattamento nei processi che regolano tutte le fasi della vita professionale e della valorizzazione delle risorse umane; sensibilizzare e formare adeguatamente tutti i livelli dell’organizzazione; monitorare periodicamente l’andamento delle pari opportunità e valutarne l’impatto delle buone pratiche; favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; comunicare al personale, con le modalità più opportune, l’impegno assunto a favore di una cultura aziendale della pari opportunità.

In altri termini, firmando la Carta, la federazione nazionale della stampa ammette di non avere fatto abbastanza e promette di fare di più. Sempre che queste parole non restino soltanto delle buone intenzioni.

Fonte: FNSI