Chiunque si sia trovato alle prese con una biopsia con risultato positivo ha sognato che esistesse qualcosa del genere, qualcosa in grado bruciare e trasformare in fumo quel male che non sapeva stesse crescendo dentro di lui.

Sebbene non si possa ancora cantare vittoria, è sicuro che da oggi la battaglia contro i tumori cambierà radicalmente grazia all’apertura, a Pavia, del primo Centro Nazionale di Adroterapia oncologica, dove verrà utilizzato un raggio al carbonio e protoni per bombardare i tumori in modo da non intaccare i tessuti circostanti.

Quarto centro al mondo dopo quelli di Chiba, Hyogo e Heidelberg, il Centro di Adroterapia concentrerà l’utilizzo della nuova tecnologia nella cura di tumori solidi rivelatesi resistenti alla radioterapia e difficilmente operabili.

La fase di sperimentazione appena iniziata si concluderà nel 2011 per far si che le cure siano disponibili nel 2013.

Tempi tutto sommato brevi questi che permetteranno di usufruire di una nuova tecnlogia che promette molto, come dichiara il Cnao:

Bastano due o tre minuti per irradiamento e in media una decina di sedute della durata di 25 minuti per curare una varietà sempre più importante di patologie

A smorzare gli entusiasmi ci pensa però Roberto Orecchia, direttore scientifico della Fondazione Cnao, che precisa:

Questa terapia non sostituisce la radioterapia convenzionale, ma è un’arma in più a disposizione di medici e pazienti che può essere utilizzata in aggiunta o in sostituzione dei trattamenti tradizionali.