Arriverà entro la fine dell’anno sugli scaffali delle farmacie inglesi il primo test capace di valutare il tempo di invecchiamento e prevedere con buona precisione la durata della nostra vita. Con una “piccola” spesa pari a 500 euro, potremo essere rassicurati o impensieriti dalla nostra età biologica.

Una scoperta destinata a mandare in pensione maghi e cartomanti, che fino a oggi erano gli unici depositari di una tale verità. Almeno per coloro che ci credono.  Si tratta di un semplice kit per l’analisi del sangue: il nome scelto non è dei migliori per la verità e appare anche un po’ tetro. Si chiama Death test, che tradotto suona quasi come un avvertimento “test della morte“.

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Si sa, gli italiani sono molto più superstiziosi degli inglesi e molto probabilmente se la casa produttrice vorrà espandersi sul mercato del Bel Paese dovrà spremersi le meningi per trovare un nome meno lugubre e magari più accattivante. Per il momento si tratta solo di uno studio messo a punto da un gruppo di scienziati del Spanish National Cancer Research Center di Madrid. Ma se la sperimentazione dovesse dare esiti positivi, ben presto un azienda inglese ne promuoverà il commercio, prima in patria e poi nel resto del mondo.

Il test si basa sulla misura dei cromosomi o meglio dei telomeri, le strutture terminali dei cromosomi. Secondo una teoria convalidata, la loro lunghezza sarebbe direttamente proporzionale all’aspettativa di vita. La novità assoluta dello studio condotto a Madrid, sarebbe l’assoluta precisione nel calcolo delle misure. Il test contenuto nei kit sarà in grado di calcolare l’esatta lunghezza dei telomeri e stabilire la presenza di quelli negativi.

Addirittura una loro analisi più approfondita potrebbe dare qualche indicazione in più su malattie difficili come il cancro, l’Alzheimer e molte patologie cardiovascolari.

Maria Blasco, uno degli autori della sperimentazione, ha confermato che:

“sapere se i telomeri sono di lunghezza normale per una data età cronologica dà un’indicazione sullo stato di salute e sull’età fisiologica e può aiutarci a predire le malattie prima che si formino”

Insomma un traguardo che ha dell’incredibile anche se non mancano le polemiche di carattere etico. Molti esperti sottolineano un possibile uso improprio di tale scoperta, ad esempio da parte di organizzazioni senza scrupoli pronte a lucrare su rimedi anti-età, o da parte delle assicurazioni che potrebbero addirittura decidere di rendere obbligatorio il test prima della stipula dei contratti.

Intanto il 59% degli inglesi ha dichiarato di non aver nessuna fretta di conoscere l’età della propria morte. Chissà che cosa ne penseranno gli italiani?