Chi aspetta un figlio potrà dire addio all’amniocentesi. L’esame, recentemente passato sotto la mannaia economica della Finanziaria, aveva perso il suo valore gratuito per le donne over 35 ma era diventato un’esclusiva solo di quelle con gravi percentuali di rischio. Un test caro e invasivo, però necessario per verificare la salute del nascituro.

Una nuova ricerca permetterà di contrastare questa ingiustizia economica con un semplice test del sangue materno, che accerterà sin da subito i piccoli affetti dalla Sindrome di Down. I protagonisti della scoperta sono l’Università di Hong Kong e il King’s College, che hanno sottoposto al test ben 753 donne individuando quasi tutti i feti affetti dalla sindrome e con un’efficacia pari al 98%. L’esame consiste in un’analisi del DNA del feto presente nel sangue della madre, che possa verificare la presenza dell’anomalia del famigerato cromosoma 21, protagonista involontario della Sindrome di Down. Solo in questo caso alla donna verrà effettuata l’amniocentesi, che servirà a confermare l’esito dell’esame.

Questa nuova scoperta scongiurerà a molte donne la necessità di sottoporsi all’amniocentesi, che ha la fama di essere molto invasiva causando anche aborti spontanei; nonostante recentemente i rischi siano diminuiti grazie anche all’introduzione di una copertura antibiotica durante il periodo dell’esame. Rimane però invariata la necessità di utilizzare sia l’amniocentesi che la villocentesi per scovare altre patologie genetiche.