Questa edizione del “Torino Film Festival” diretta da Gianni Amelio, concederà molto spazio alla musica. L’apertura con il film “Nowhere boy”, che racconta della giovinezza di John Lennon ne è un chiaro segnale.

Altro film presente a Torino che parlerà di musica sarà “Le Donk Scor-zay-zee“, storia di un uomo, Le Donk che lavora nel mondo della musica, e che farà di tutto per aiutare un rapper tentando di farlo suonare con gli Arctic Monkeys, quelli veri.

Ma non finisce qui, la rassegna ha anche in programmazione “Oil City Confidential“, di Julien Temple regista rock per antonomasia. Altri due titoli di sicuro interesse sono “Lulu e Jimi” di Oscar Roehler, che farà ruotare la narrazione del film intorno ad una relazione sentimentale, e “Made in Hangaria“, del regista Gergely Fonyo dove il protagonista dopo aver trascorso parte della sua vita in America e averne assorbito la cultura popolare. Proverà una volta ritornato in patria, a trasferirne in parte l’esperienza sulle rive del Danubio tentando di produrre un musical.

Il tutto continua con “Guy and Maleleine on a Park Bench“, “Rip, A Remix Manifesto“, e il documentario di Jonathan Demme dedicato a Neil Young che si intitola “Neil Young Trunk Show“.

Tirando un po’ di somme, va detto che questa 27esima edizione del “Torino Film Festival“, dando tutto questo spazio alla musica, ha puntato molto sulla caratterizzazione. Questo è di sicuro un segnale positivo per la manifestazione. Torino non avendo a disposizione le finanza di rassegne importanti come quelle di Venezia o di Roma, può esser competitivo solo in questo modo.