Nel momento in cui si intraprende una dieta si tende spesso a pensare che, per dimagrire, sia sufficiente tagliare drasticamente le calorie da ingerire quotidianamente.

Con l’evolversi degli studi scientifici sull’argomento però, ci si è resi conto che non c’è nulla di più sbagliato per l’organismo, in quanto bisogna tenere in considerazioni delle variabili molto importanti per ogni singolo individuo: il metabolismo, lo stile di vita, la corporatura, l’entità del sovrappeso ed eventuali problemi psicologici legati al cibo.

Il Dott. Kevin Hill, del National Institute of Health, negli Stati Uniti, conferma la validità delle nuove scoperte sull’efficacia di queste {#diete}:

“Non è sufficiente tagliare 500 calorie al giorno per garantirsi la perdita di 1 kg a settimana. Non funziona così”.

Questo perché in precedenza il calcolo delle calorie da eliminare veniva fatto senza tener conto dei cambiamenti nel metabolismo che una dieta produce sin dalle prime settimane.

Il corpo infatti si adatta in fretta all’apporto di energia ridotto (calorie assunte) riducendo a sua volta il consumo di questa stessa energia (calorie consumate). Se l'{#alimentazione} non viene modificata di pari passo con tale cambiamento, il sacrificio finisce col rivelarsi inutile in quanto a un certo punto si smetterebbe comunque di perdere peso.

Un altro fattore da considerare nel momento in cui si intraprende una dieta è l’entità del sovrappeso di cui si soffre, in quanto è stato scientificamente dimostrato che le donne con parecchi chili in più tendono a {#dimagrire} più in fretta (con la stessa dieta) di quelle che hanno un leggero sovrappeso, per quanto comunque impieghino un tempo maggiore per tornare in forma.

Il problema della costanza nella dieta subentra solitamente dopo sei mesi circa, mentre è stato dimostrato che il momento di maggior perdita di peso lo si raggiunge dopo otto mesi dall’inizio di un regime alimentare ipocalorico, secondo un effetto naturale di stabilizzazione del peso definito “plateauing”.

Va inoltre segnalato che, soprattutto durante il primo periodo di alimentazione dietetica, si tende comunque a perdere sempre la stessa quantità di peso, quindi quel processo di selezione della dieta più adatta o semplicemente più famosa in quel momento si rivela abbastanza inutile, proprio perché l’organismo si adatta rapidamente ai cambiamenti. Scegliere una dieta a base di proteine o di verdure, con o senza carboidrati, ci condurrebbe comunque allo stesso risultato.

Un’ultima curiosità, individuata dai ricercatori di settore che hanno pubblicato recentemente un’indagine sul Daily Express, ci comunica che esiste un orario medio, all’interno della giornata, in cui è fisiologicamente più difficile mantenersi a stecchetto: la maggior parte delle donne avrebbe la tentazione di cedere alle tentazioni alimentari attorno alle 15.23 del pomeriggio, probabilmente a causa dello stress quotidiano, della noia o della stanchezza (sia fisica che mentale), che farebbero diminuire la forza di volontà. La soluzione quindi sarebbe individuare la propria ora critica all’interno della giornata (che non è necessariamente quella indicata dalla ricerca) e impiegarla con attività intense, che ci distraggano dalla fame.

In conclusione, la difficoltà generale che le donne riscontrano nel portare avanti con successo una dieta, dipenderebbe soprattutto dalla diffusione da parte dei medici di regole errate e falsi miti, formulati senza tenere conto dei fattori aggiuntivi sopracitati, con la conseguente creazione e diffusione di false aspettative nella popolazione femminile.

Fonti: The Times of India, Quotidiano.