Secondo l’Università di Bristol, una dieta sana nei bambini può aiutare a sviluppare l’intelletto, migliorando le capacità cognitive dell’infante. Ci sarebbe infatti uno stretto legame tra una dieta elaborata e bassi valori di QI nei più piccoli.

La cosiddetta cattiva alimentazione potrebbe ritardare o addirittura danneggiare lo sviluppo dell’attività cerebrale. Al bando quindi patatine, cibi fritti e abusi di cioccolata: i pazienti andrebbero educati all’alimentazione corretta per riuscire a distinguere i cibi sani da quelli dannosi.

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Nel Regno Unito sono stati condotti alcuni studi sulle abitudini di alcuni bambini durante la crescita dai 3 agli 8 anni e i risultati hanno evidenziato tre tipi di alimentazione:

  • Diete elaborate, che consistono in cibi grassi, l’assunzione di zuccheri e spesso l’alimentazione con “cibi pronti”;
  • Diete tradizionali, basate su cibi sani e proteici come carne, patate e verdure;
  • Diete sane, in cui il cibo assunto è pesce, frutta o insalata.

I risultati dei bambini che hanno seguito diete elaborate durante lo sviluppo mostrano valori bassi al test del Quoziente Intellettivo.

Secondo Fiona Ford, della British Dietetic Association, il vero problema riguarda i genitori che non sono in grado di scegliere cibi di qualità per i propri figli.

Qualora il problema riguardasse il modo di cucinare o la cottura dei cibi, gli esperti consigliano di moderare gli alimenti grassi, consumare almeno cinque frutti al giorno accompagnati da qualche verdura e infine seguire una dieta basata su alimenti ricchi di amido e cereali.