Dove sono finiti quei tempi in cui la bellezza era una cosa soggettiva, quando una donna era apprezzata solamente in base ai propri gusti personali e il suo concetto, in senso più stretto, era pieno di fascino?

E che ne penserebbero i poeti di un tempo, intellettuali, filosofi e musicisti se sapessero che il termine “bellezza” si è ridotto oggi a delle semplici equazioni matematiche?

Ebbene sì, questo è quello che vuol dimostrate una ricerca effettuata dalle Università di Toronto e San Diego, pubblicata sulla rivista Vision Research e riportata da La Repubblica.

Lo studio, condotto su gruppi di giovani studenti universitari, ha proposto a ragazzi e ragazze immagini tridimensionali di figure femminili, tutte di struttura e taglia diversa, chiedendo quale fosse il viso più attraente, per loro. I volti erano comunque di base simili, con piccole differenze sulle distanze tra occhio e occhio e tra occhi e bocca.

In quasi la totalità dei casi (99%) i risultati hanno voluto che la distanza ideale tra gli occhi e la bocca deve essere il 36% della lunghezza del viso, mentre la distanza orizzontale tra gli occhi deve essere il 46% dell’ampiezza del volto.

Ciò che dunque rende un viso più bello dell’altro sarebbe l’avvicinarsi, il più possibile, a questi parametri. Chiaramente un taglio di capelli particolare o un make-up più consono a risaltare le caratteristiche di una donna riescono a rendere più affascinante la persona, in quanto andrebbero a risaltare occhi e bocca, ma secondo i ricercatori la psiche umana tende a fare una media tra tutti i volti che incontra e il risultato delle sue preferenze risponderebbe ai parametri sopra indicati.