Dal sito The Telegraph arriva un prezioso vademecum per aiutare i padri che desiderano, più o meno spontaneamente, assistere alla nascita del proprio figlio. Una guida ragionata per affrontare il lieto evento nel migliore dei modi senza creare situazioni di disagio per tutti.

Un padre che decide di assistere al parto deve apprendere in anticipo cosa lo aspetta. Deve sentirsi convinto della scelta, altrimenti rischia di essere solo d’intralcio. Affinché un padre non sia colto di sorpresa è necessario che frequenti insieme alla futura mamma un corso prenatale, per imparare tutto sulla respirazione e persino sui massaggi rilassanti efficaci quando la partner vive attimi di stress e paura.

Secondo il Telegraph, inoltre, è fondamentale che l’uomo impari a mantenere la calma in ogni evenienza. L’ultima cosa di cui ha bisogno chi sta per mettere al mondo un bambino è un attacco di panico del compagno. Molte persone non amano gli aghi e la vista del sangue; devono perciò fare su se stessi un preventivo lavoro psicologico.

Riuscire a mantenersi imperturbabili quando tutto intorno regna il caos è il sistema più opportuno per aiutare la partoriente. Al contrario, l’ansia diminuisce in lei la produzione di ossitocina, ormone responsabile della dilatazione che porta alla fase finale del {#parto}.

Anche la cura della propria persona può essere un valido aiuto per la partner. Essere in forma, dormire in modo regolare, idratare bene l’organismo significa poter rimanere vigili per affrontare insieme anche 12 ore o più di travaglio. Ovviamente al centro dell’attenzione dovranno rimanere sempre la mamma e il bimbo, non si tratta di egocentrismo; è puro senso pratico.

Sarà molto utile, poi, che il quasi papà aiuti la quasi mamma ad assumere diverse posizioni durante l’attesa: in piedi, accovacciata, dondolandosi avanti e indietro, carponi. E anche se la donna esausta dovesse utilizzare il compagno come bersaglio per sfogare il nervosismo, quest’ultimo dovrà tenere a mente, in anticipo, che una reazione del genere è più che normale in queste circostanze.

Alla base di tutto sta una buona comunicazione, intesa come capacità di trovare le parole giuste e saper ascoltare le esigenze dell’altra. Quando si sta soffrendo non è facile esprimere il proprio dolore fisico, nonostante si tratti, in questo caso, di un dolore momentaneo che si concluderà col più bello dei miracoli. Ma significa anche parlare in modo sereno con le ostetriche che si stanno occupando della nascita. Chiedere se tutto è stato fatto, quali sono gli eventuali rischi, domandare persino spiegazioni al personale medico, se necessarie, significa affrontare con calma e lucidità ogni eventualità, come ad esempio un taglio cesareo.

Coccole e baci sono fondamentali per una donna che partorisce, ma conta soprattutto che il suo partner sia lì con lei, con la mente e con il corpo, che si concentri su ciò che accade in quella stanza, senza distrarsi vagando col pensiero all’esterno della sala parto.

Tutto il resto dovrà rimanere in standby, preoccupazioni di lavoro comprese. In quel momento c’è solo un bimbo che sta per conoscere il mondo, e ciò deve diventare un’esperienza memorabile per entrambi.