Quanto conta una laurea per trovare lavoro? Il famoso pezzo di carta così faticoso, e dispendioso da ottenere, è ancora fondamentale per inserirsi nel mondo dell’occupazione senza lunghe attese? Sembra che questo titolo sia destinato a rimanere appeso al muro, in tutti i sensi.

La laurea non è più un valore aggiunto e avere questo titolo di studio non rappresenta, tranne che in rare eccezioni, un canale preferenziale per trovare lavoro. Secondo i recenti report relativi all’occupazione in Italia, infatti, non solo la maggior parte dei diplomati proviene dall’ambito liceale, priva quindi di competenze tecniche, ma il mercato del lavoro al momento offre opportunità quasi esclusivamente per chi ha seguito studi tecnici.

Un diplomato nel settore tecnico, in ambito informatico, elettronico o contabile, trova lavoro più facilmente di un coetaneo che ha ottenuto la maturità scientifica, o classica, tuttavia anche negli ambiti più aperti sembra non esserci richiesta di professionisti.

Sono gli esperti in consulenza del lavoro, inoltre, a sottolineare come gli istituti tecnici e professionali rappresentino, oggi, la principale risorsa per i giovani in cerca di occupazione, anche grazie alla nuova normativa sull’apprendistato entrata in vigore lo scorso ottobre 2011. Così afferma Roberto De Lorenzis, consulente del lavoro nel territorio di Genova interpellato sull’argomento dalla redazione di “Il Giornale”.

«Abbiamo creato questo mito della laurea che risolve ogni problema. Ora le cose sono cambiate. Quale che sia il percorso che si sceglie è fondamentale attivare nuove figure di apprendistato così come richiedono le aziende stesse. Il mercato del lavoro richiede una serie di figure che non ci sono più e sono prevalentemente quegli studenti che escono dagli istituti tecnici e professionali».

Per i giovani, quindi, la principale opportunità attualmente è quella di formarsi lavorando, infatti il Testo Unico sull’Apprendistato (decreto legislativo 167/2011) stabilisce proprio che i dipendenti assunti con contratto di apprendistato abbiano l’obbligo di formazione, al fine di creare un legame saldo tra istruzione scolastica e mondo del lavoro.

Fonte: Pmi