Si tratta del Disegno di Legge mirato a favorire la costruzione e la ristrutturazione di impianti sportivi. Perché questa legge, vecchia di anni invero, proprio in momenti di crisi? Quale l’obiettivo?

“Impianti sportivi sicuri o speculazioni edilizie?” Si domanda Legambiente. Il motivo ”sarebbe” quello di sostenere la candidatura dell’Italia a manifestazioni sportive di rilievo europeo o internazionale. Ma intanto verrebbero stravolti i sistemi di pianificazione e vincoli urbanistici e realizzate nuove cementificazioni per abitazioni e centri commerciali.

Nel Disegno di Legge si parla, infatti, di impianti sportivi, ma con annessi “complessi multifunzionali”, insediamenti edilizi anche in aree non contigue, attività residenziali, direzionali, turistico-ricettive e commerciali. Nessun accenno a mezzi pubblici e ad eventuale esclusione di aree sottoposte a vincoli archeologici, paesaggistici, idrogeologici, ambientali.

Secondo Legambiente, questo Disegno di Legge mette a rischio il nostro Paese per il quanto mai inopportuno consumo di suolo. La legge andrebbe riformulata, affinché sia volta a favorire sì la realizzazione di impianti sportivi più moderni e più sicuri, ma senza confondere la necessità di avere appunto impianti sportivi sicuri con la ”opportunità di speculare sulla costruzione di grandi complessi residenziali” da costruire nelle zone adiacenti e non.

Pienamente d’accordo, Legambiente, sull’obiettivo di migliorare la qualità, l’efficienza, gli standard di sicurezza degli stadi italiani. Purtroppo, però, il contenuto specifico del disegno di legge non sembra contenere precisi riferimenti solo a questo obiettivo, ma sembra il preludio a nuove urbanizzazioni selvagge.

Si potrebbe arrivare, infatti, a costruire una nuova città in una zona per tenere in equilibrio “economico e finanziario” la costruzione di uno stadio in un’altra zona urbana, se sono i Comuni a valutare la necessità di “ogni altro insediamento edilizio per il complessivo equilibrio economico e finanziario della costruzione e gestione del complesso multifunzionale medesimo”. Sic Legambiente. Sono ipotesi da valutare, è una legge da riformulare affinché le funeste, ma giuste previsioni non si traducano in dolorosa realtà.