Non si placano le polemiche attorno “La Pupa e il Secchione“. A lanciare l’ennesima accusa alcune associazioni, che hanno deciso di emanare una mailbombing congiunta da inviare a Mediaset, chiedendo agli utenti di Internet a vario titolo di seguirli. È stato creato anche un evento su Facebook per dare il via, lo scorso 3 maggio, all’iniziativa, che si concluderà il 9.

Nel testo della missiva si legge, tra l’altro:

Ancora una volta le vostre emittenti hanno trasmesso un messaggio svilente nei confronti dell’immagine femminile. Ci riferiamo alla trasmissione de “La Pupa e il Secchione” apparsa su Italia 1 da poche settimane. Poiché questi messaggi stereotipati e lesivi nei confronti della dignità femminile (e maschile) passano sotto la dicitura “Reality”, ci sentiamo profondamente offese. Anzi per dir la verità non ci sentiamo nemmeno rappresentate dal modello femminile che le vostre reti da anni ormai promuovono.

È partita persino una petizione, e alcuni hanno tenuto a sottolineare come certi programmi non si discostino dalle bombe che i talebani lanciano sulle scuole femminili, per impedire alle donne di raggiungere coscienza e conoscenza. Un paragone azzardato, in realtà, anche fuori luogo, confrontare situazioni di morte e distruzione a un programma che gioca sui luoghi comuni, cui ormai la TV ci ha assuefatti, non senza destare critiche. Inoltre, non dimentichiamo che alla conduzione c’è Paola Barale, donna bellissima sì, ma anche donna di acume. Ma forse non basta a riscattare l’immagine della femminilità.

E il programma fa fa anche riflettere, perché quante donne, vedendolo, saranno felici di essersi impegnate nella vita e quanti si indignano davanti all’ignoranza, che non è di genere, ma come abbiamo visto in molti reality, appartiene un po’ a tutti i concorrenti e a volte anche ai presentatori: una su tutti Simona Ventura che qualche anno fa si lanciò in un “dada tracta est”, al posto di “alea iacta est”, celebre espressione di Giulio Cesare che significava “il dado è tratto”.

Le associazioni che aderiscono alla mailbombing sono “Usciamo dal Silenzio”, “Volla Music Festival”, “Rete Nazionale Antinucleare Campania”, mentre i blogger che aderiscono sono gli autori di “Comunicazione di Genere” e “Io non mi depilo“.

Non solo, negli ultimi giorni perfino il critico televisivo per antonomasia, Aldo Grasso, si è schierato contro la trasmissione condotta da Enrico Papi e Paola Barale. A far scatenare l’indignazione di Grasso, dalle pagine del Corsera, è l’ignoranza della “solita” Francesca Cipriani, che non riconosce Italo Bocchino e reagisce malamente al mimo messo in atto da Papi:

No, queste cose a quest’ora?

Grasso scrive:

“La Pupa e il Secchione” gioca pesantemente su due versanti: l’abissale ignoranza delle ragazze e l’inesperienza sessuale dei ragazzi. Lo fa con molto cinismo (il cinismo è la crudeltà dei delusi: non possono perdonare alla vita di aver ingannato le loro certezze), l’ultima risorsa della famosa superiorità morale della sinistra, qui rappresentata dal capo progetto Simona Ercolani, da Claudio Sabelli Fioretti e dall’imbucata Alba Parietti. Lo fa con il pesante moralismo destrorso di Platinette (la “vecchia zia” si esalta sempre nei propositi morali: per non saper affrontare i suoi demoni ci infligge i suoi angeli) che fa imbestialire Vittorio Sgarbi, condannato all’ergastolo televisivo. Su tutti, l’inquietante silenzio di Angela Sozio, la rossa del GF, già attivista di Forza Italia, già ospite di Villa Certosa. È una comicità di grana grossa quella della trasmissione, ridicolmente riscattata da una voce fuori campo che fa il verso a “Desperate Housewives”. Una comicità priva di grazia, di leggerezza, di spirito.