Vi avviso subito: questo è un post che non piacerà alle fumatrici e che farà sentire bene quelle di voi che con fatica sono riuscite a smettere, mentre contribuirà al senso di frustrazione di quelle che ci hanno provato senza, almeno per ora, un esito positivo.

Secondo una recente ricerca, infatti, il fumo abbassa il quoziente d’intelligenza. In altre parole, chi fuma è più stupido, i fumatori arriverebbero a perdere addirittura 7,5 di quoziente d’intelligenza rispetto ai non fumatori.

La ricerca, condotta dall’israeliano Sheba Medical Center, parte dall’esame di 20mila ragazzi diciottenni: è emerso che in questo campione i non fumatori avevano un QI medio di 101, contro il 94 dei fumatori.

Ancora più nello specifico, si è visto che chi fumava meno di cinque sigarette al giorno arrivava a 98, mentre chi supera questa soglia si ferma a 90.

Come dire che più fumi più diventi stupido.

Ancora, i ricercatori israeliani hanno preso in esame 70 coppie di fratelli, dei quali solo uno fumatore, e anche in questo caso si è appurato che la nicotina riduce il quoziente d’intelligenza.

Insomma, che il fumo fa male, malissimo alla salute, si sa ed è inconfutabile. Eppure, nonostante i dati apparentemente schiaccianti di questa ricerca, io resto scettica sull’equazione fumo-minore intellettivo.

Sarebbe come dire che chi mangia una certa cosa, o dorme in un certo modo, è più o meno intelligente di chi non lo fa.

Ma forse il mio giudizio non è obiettivo: faccio parte della categoria degli stupidi.