Una Spia Non Basta” è la nuova commedia romantica in salsa spy di McG, nome d’arte di Joseph McGinty Nichol, già dietro la macchina da presa per “Charlie’s Angels”, il secondo capitolo episodio “Charlie’s Angels – Più Che Mai” e “Terminator Salvation”, quarto capitolo della saga cinematografica. Amore, azione e battute a go-go compongono il variegato mix proposto dal regista statunitense che gioca con estrema fantasia con il tema del vecchio detto “in amore e in guerra tutto è lecito”, reso ancora più esplicito dal ben più incisivo titolo originale “This Means War“.

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Nei panni delle due spie del titolo italiano ci sono Chris Pine e Tom Hardy: il primo, americano, reduce dallo “Star Trek” di J.J. Abrams e “Unstoppable – Fuori controllo” di Tony Scott, il secondo, inglese, visto in “Inception” di Christopher Nolan, “La Talpa” di Tomas Alfredson e prossimamente ne “Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno” sempre di Nolan alle prese con il terzo episodio da lui diretto della lunga saga dedicata all’uomo pipistrello Batman. Nei panni della donzella al centro delle attenzioni c’è invece la biondissima Reese Witherspoon, Oscar nel 2006 per la miglior interpretazione grazie a “Quando l’amore brucia l’anima” di James Mangold, che ritorna sul grande schermo dopo l’atteso e chiacchieratissimo “Come l’Acqua per gli Elefanti” al fianco di {#Robert Pattinson} e {#Christoph Waltz}. C’è anche spazio per un cattivissimo criminale tedesco interpretato da Til Schweiger, visto nel cinepanettone a stelle e strisce “Natale a New York” e “I Tre Moschettieri” e l’amica del cuore della fortunata contesa, l’attrice e stand up comedian Chelsea Handler.

Tuck (Hardy), inglese pacato con un figlio nato da una precedente relazione, e FDR (Pine), americano e con l’amore per la bella vita, hanno molto in comune: sono legati da un’amicizia profonda e sincera, condividono lo stesso lavoro visto che entrambi sono validi agenti della CIA e, ultimo ma non meno importante, sono invaghiti della stessa ragazza, Lauren (Witherspoon). Conosciuta da Tuck attraverso un sito Web per cuori solitari e incontrata per caso da FDR in una videoteca, la giovane donna diventa, seppur non troppo convinta dal suo doppio gioco a cui la spinge l’amica del cuore Trish (Handler), l’inconsapevole obiettivo dei pedinamenti delle due spie decise a giocare le loro carte migliori per conquistare il suo cuore. Intanto, un pericoloso criminale tedesco ricercato dall’agenzia si mette sulle tracce dell’inglese, colpevole di aver ucciso suo fratello durante una missione finita nel sangue.

Se il romanticismo sprizza da tutti i pori della pellicola, non è certo la tensione della spy story a dominare “Una Spia Non Basta”, con buona pace dell’italica traduzione del titolo. Altro che James Bond e il fascino virile intrinseco nella figura dell’agente segreto: Sean Connery, Pierce Brosnan e {#Daniel Craig} impallidirebbero davanti allo script di Timothy Dowling e Simon Kinberg, complici dell’ennesimo caso di fusione poco riuscita di due dei generi più apprezzati, separatamente, dal pubblico femminile e maschile.

Se non facesse capolino dallo schermo di tanto in tanto il viso corrucciato di Schweiger, con difficoltà si assocerebbe l’ultima fatica di McG al filone spionistico; non bastano di certo i computer, le cimici o una manciata di telecamere di sicurezza a fare di una commedia dai toni rosa ben altro. Appurato e archiviato però questo “piccolo” particolare, l’abbondante ora e mezza di pellicola scorre in maniera spensierata e, spesso, divertente: leggera, poco pretenziosa e divertente nel senso più leggero del termine, “Una Spia Non Basta” prova a fare del suo meglio regalando battute e gag comiche che riescono nella maggior parte dei casi a raggiungere la platea, provocando qualche risata di cuore.

Se la Witherspoon, dall’alto – se così si può dire – trentasei anni, riesce ancora a essere perfettamente a suo agio nei panni della donzella in carriera alla ricerca del vero amore alternandosi tra espressioni buffe e scenette grottesche, una su tutte quella dedicata al paint ball nel parco, Hardy e Pine cercando di districarsi al meglio nel groviglio di emozioni dei due agenti che si danno al massacro per la bella da conquistare; uno sforzo notevole da parte dei protagonisti che, purtroppo però, nonostante tutto non riesce a tenere a galla una sceneggiatura piuttosto insipida e, per giunta, già ampiamente sfruttata in passato che nulla toglie e nulla aggiunge di nuovo al filone che rappresenta.