La carriera spesso può attraversare una fase di stallo a causa di debolezze e cattive abitudini che proprio non riusciamo a mandar via. Ma bisogna avere pazienza e costanza nel seguire alcuni piccoli consigli, che possono aiutare a superare questi ostacoli professionali nell’arco di 30 giorni.

Per dare una spinta alla carriera, innanzitutto, il primo passo è quello di avere la consapevolezza dei propri limiti e delle abitudini sbagliate; questo forse è lo scoglio più grosso da superare. Se il problema è la puntualità – punto debole comune a molte persone – bisogna motivare se stessi con piccoli passi.

Uno di questi è, senza dubbio, quello di impostare gli orologi 15 minuti in avanti. Oppure si può andare a letto un’ora prima e svegliarsi prima del solito, in modo da fare tutto con la dovuta calma. Quanto tempo si perde dietro la scelta degli abiti da indossare? Si può ovviare preparando il tutto la sera prima.

Si notano comunque dei ritardi? I pessimisti, in questo, sembrerà strano ma sono avvantaggiati; infatti, presupponendo che qualcosa possa andare male riescono a fare le cose in anticipo, calcolando il tempo necessario e prevenendo così gli sbagli e i ritardi più comuni. Altro piccolo trucco da adottare per non sembrare il solito ritardatario, è quello di calcolare i ritardi e comunicarli all’azienda.

Vale sempre il detto “prevenire è meglio che curare”; perciò, comunicare il possibile ritardo può sembrare un’informazione, ma dirlo a ritardo avvenuto appare solo una banalissima scusa. Altra cattiva abitudine è quella di procrastinare il proprio lavoro.

Non si rimandi mai a domani quello che si può fare oggi; procrastinare non è una mossa vincente, anzi, è proprio l’opposto dell’essere efficiente. Dunque, per debellare questa cattiva abitudine, motivare se stessi. Basti pensare a tutti quei compiti noiosi che spesso vengono affidati, ma spesso sono proprio quelli i lavori che, se fatti in tempo e con precisione, porteranno il capo a complimentarsi.

Di solito ci sono due tipologie di ritardatari, quelli creativi, che trovano qualsiasi altra cosa da fare tranne il lavoro richiesto, e quelli a cui non piacciono le responsabilità. La procrastinazione può essere combattuta con la suddivisione del lavoro in piccoli passi, cioè fissare dei traguardi a breve termine. Questo metodo consente di tenere sott’occhio la situazione e inoltre, vedere subito gli obiettivi raggiunti dà fiducia per proseguire il lavoro e arrivare a destinazione. Se si affronta un lavoro che richiede tempo, il modo migliore è pianificare ogni singolo passo giorno per giorno, dando così delle priorità.

Non riuscite proprio a non adottare scuse? Non c’è niente di più sbagliato. Sul lavoro, come nella vita, l’onestà a lungo andare paga e non ci sono veri e propri metodi per aiutarvi; l’unico modo per riuscire a non mentire più è far leva sulla vostra forza di volontà. Bisogna scavare dentro se stessi e chiedersi perché si hanno solo motivazioni per i lavori che piacciono; spesso sono retaggi del passato, risalenti alla propria infanzia.

Infatti, da piccoli se si era portati a non fare i compiti assegnati o addirittura farli fare al compagno per poi copiarli e magari non si veniva puniti nel giusto modo, una volta divenuti adulti si tende sempre verso quel modo di fare. Bisogna, dunque, cambiare atteggiamento pensando che un determinato lavoro noioso ha la stessa, o addirittura maggiore, importanza degli altri ed è bene convincersi anche che prima lo si compie in maniera perfetta, prima si può passare a un compito più piacevole.

Spesso questo atteggiamento deriva dalla sicurezza che si ha nello svolgere un lavoro piuttosto che un altro, e di conseguenza si ha paura di un possibile fallimento professionale. In questo si deve diventare più testardi, prendere tutto come se fosse una sfida da vincere a tutti i costi. Altro accorgimento è quello di stringere amicizia con un collega che ha lo stesso vizio; può sembrare una sciocchezza, ma lo spronarsi a vicenda potrebbe aiutare.

Bisogna lavorare tanto anche sull’aspetto della comunicazione, e si deve essere degli ottimi comunicatori principalmente sul posto di lavoro. Per riuscire a esserlo il primo obiettivo è costruire la fiducia e la credibilità intorno a sé. Nessuno starà ad ascoltarvi se giudicati poco credibili, perciò, anche se si devono riconoscere i propri limiti è bene farlo senza timori, altrimenti la reputazione subirà un calo. Inoltre, nei rapporti con i colleghi bisogna saperci fare e adottare la giusta diplomazia. Una semplice accusa può non sembrare tale ed essere accettata se detta in un determinato modo.

Bisogna anche avere coerenza tra il dire e il fare per risultare credibili e saper ascoltare gli altri, per poi riformulare i concetti chiave in modo da far capire che si è stati attenti ad ascoltare. Ultimo suggerimento è quello di non abbandonare la propria creatività o di circondarsi di colleghi creativi. Questi soggetti, infatti, trovano lo spunto per il proprio lavoro da una semplice attività di svago, come può essere anche il sono fare cruciverba.

Fonte: Timesofindia