Amnesty International ha voluto sensibilizzare a modo suo l’opinione pubblica circa i matrimoni delle spose bambine.

Secondo i dati del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa), infatti, sono 13,5 milioni le ragazzine che ogni anno sono costrette a convolare a nozze con uomini molto più vecchi di loro. Spesso si tratta di minorenni che rimangono anche incinte e devono necessariamente abbandonare la scuola per rispettare i loro doveri familiari. I matrimoni forzati sono, tra l’altro, organizzati proprio dai padri o dai nonni delle ragazzine che si sdebitano in questo modo con i loro creditori.

Una situazione devastante che, purtroppo, è sempre più diffusa in Paesi come lo Yemen, l’Iran, la Giordania e l’Afghanistan, con il Bangladesh in prima linea che, secondo i dati Unicef, ha il più alto tasso di matrimoni che coinvolgono le bambine sotto i quindici anni.

Per far fronte ad un problema tanto critico, l’associazione internazionale impegnata nella difesa dei diritti umani ha, così, lanciato una campagna web con un video diventato subito virale, impegnandosi anche in una rappresentazione d’impatto al centro di Roma.

I volontari di Amnesty International hanno, infatti, messo in scena davanti al Pantheon un matrimonio forzato di una bambina, attrice dello spot della campagna, con Gianni Rufini, che in verità copre il ruolo di direttore dell’associazione. Per l’occasione la ragazzina ha così avuto a disposizione il pubblico giusto per portare alla luce la testimonianza di una delle piccole vittime della terribile usanza.

In questo modo, Amnesty vuole dare uno scossone ai cittadini italiani, con l’obiettivo di chiedere più attenzione da parte dei governi magari con indagini imparziali e veloci sulle violazioni dei diritti umani. Inoltre, fino al primo novembre, chiunque potrà contribuire alla crescita sana ed equilibrata di quelle bambine, evitando loro un matrimonio prematuro, grazie alla donazione di due euro attraverso un sms al 45594.