Una sentenza destinata a far discutere: la Cassazione ha stabilito che pur in assenza di tutele stabilite dal codice, anche le coppie omosessuali hanno diritto ad avere una vita familiare. Insomma, al di là di quanto scritto nero su bianco, non è accettabile che il partner di una vita sia dimenticato nei momenti importanti dell’altro.

Il pronunciamento della Corte, a seguito di un lungo processo avviato da una coppia gay romana che aveva chiesto il trasferimento del loro matrimonio siglato in Olanda, ovviamente non modifica il nostro impianto di legge, ma sottolinea alcuni concetti davvero importanti. Il primo: il trattamento omogeneo. Perché un conto è ricordare la recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha detto no ai matrimoni omosessuali, un altro è concepire il maltrattamento:

«Le coppie omosessuali hanno diritto alla vita familiare e a vivere liberamente una condizione di coppia con la possibilità, in presenza di specifiche situazioni, di un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata

Dal punto di vista culturale, questa sentenza è una rivoluzione, tanto che stanno fioccando i commenti politici, da quelli entusiasti dell’ArciGay a quelli di politici notoriamente vicini a queste tematiche, anche per ragioni personali, come il governatore della Puglia Nichi Vendola o Paola Concia, deputata del Partito democratico. Vendola, addirittura, si è detto «sorpreso» per questa sentenza.

Non mancano ovviamente i pareri contrari e stizziti del mondo cattolico. È di pochi giorni fa la dichiarazione del segretario del PDL, Angelino Alfano, sui matrimoni gay, e in queste ore si susseguono i commenti, come quelli di Maurizio Lupi, che parla, prevedibilmente, di «forzature e strumentalizzazioni» della sentenza:

«Il matrimonio è quello tra uomo e donna, come sancisce la nostra Costituzione. Altra cosa sono i diritti soggettivi che vengono ampiamente tutelati dal nostro codice civile

Il Ministro per l’Integrazione Andrea Riccardi ha invece tenuto subito a precisare che il riconoscimento delle unioni omosessuali non è nel programma di Governo. Toccherà al Parlamento, probabilmente dal 2013.

Ma cosa significa vivere l’omosessualità di coppia al giorno d’oggi in Italia? Il problema sta tutto nel vedersi riconoscere questo cammino nei momento buoni e in quelli meno buoni. La situazione ipocrita del nostro paese ha trovato un’immagine potente nei funerali di Lucio Dalla, quando il compagno del musicista è salito sull’altare per l’ultimo saluto, nell’imbarazzo dei vertici della curia. Un’immagine potente, perché legata a una celebrità, ma dietro la quale ci sono migliaia di storie che raccontano di visite in ospedale rifiutate, di mutui non concessi, di eredità vietate, di figli non riconosciuti, di una condizione di invisibilità.

fonte: Sky