L’edizione 2010 del Festival Internazionale del Film di Roma verrà ricordata non solo per i film in concorso e per la carenza di star sul red carpet, ma anche per le proteste che sono state organizzate.

Dopo quella effettuata durante la prima giornata della kermesse, contro i tagli del governo alla cultura, proprio nella giornata di chiusura ne è stata organizzata un’altra. 300 persone facenti parte di Action, movimento per il diritto alla casa e al lavoro, hanno infatti presidiato lo spazio antistante i cancelli dell’Auditorium.

Si protesta per avere dei salari dignitosi, delle garanzie occupazionali e per il diritto alla casa. Si protesta contro il governo, si chiedono le dimissioni del Premier Silvio Berlusconi e si usano degli slogan di sicuro effetto: “Più case, meno caserme e la nostra vita non è un film. Roma capitale della crisi”.

I cancelli del Festival del Cinema di Roma sono stati chiusi per qualche minuto, la sicurezza ha infatti tentato di evitare che i manifestanti arrivassero dentro l’Auditorium. E dopo il lungo sit-in, questi si sono diretti verso piazza Apollo d’Oro, dove hanno continuato a manifestare.

Al Festival l’attività è ripresa regolarmente, ma senza dubbio tali manifestazioni dovrebbero far riflettere sulla situazione che si sta vivendo in Italia, piuttosto grave se si sente la necessità di protestare a una kermesse di rilievo come quella romana.