Ritorna l’appuntamento annuale con la Pigotta, la bambola di pezza simbolo ufficiale del Natale Unicef. Una bambola molto speciale che serve ad aiutare e migliorare la vita dei bambini meno fortunati.

Nata nel 1988 da un’idea di Jo Garceau, membro del Comitato Provinciale Unicef< di Milano, che decise di realizzare questa bambola di stoffa ispirandosi alla sua infanzia. Sua nonna, americana, era solita confezionare bambole di pezza per far giocare tutti i nipoti.

Il nome Pigotta in dialetto lombardo significa proprio questo: una bambola di pezza fatta a mano. L’Unicef ha deciso di trasformarla in un simbolo salvavita, con un’offerta base di 20 euro si può adottare una Pigotta realizzata dai volontari. In questo modo si può consentire all’Unicef di garantire a un bambino africano interventi medici specifici in grado di ridurre il pericolo di mortalità durante i primi cinque anni di vita.

Il kit fornito dall’Unicef è costituito da una seri di vaccini, dosi di vitamina A, un kit ostetrico per un parto sicuro, antibiotici e una zanzariera.

Ancora oggi, in Africa, le madri e i figli sono quasi del tutto esclusi dall’utilizzo dei farmaci salvavita, specialmente quelli per contrastare lo sviluppo dell’HIV.

Moltissimi i testimonial che si sono alternati in questi anni per sostenere questa importante iniziativa. La Pigotta originale possiede una sorta di carta d’identità dove sono presenti i dati della bambola e del volontario che l’ha confezionata, oltre a una seconda cartolina che andrà spedita per certificare l’adozione e salvare così una vita.

Per questo Natale vi suggeriamo un acquisto solidale che farà felici due bambini: vostro figlio e suo “fratello” in Africa.