Discrete notizie dal fronte dell’integrazione: il 74% degli studenti stranieri è a conoscenza delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, la metà di loro canticchia senza problemi Fratelli d’Italia e il 30% non si chiede chi sia quel signore barbuto in ogni piazza d’Italia, perché lo sa: è Giuseppe Garibaldi, protagonista per antonomasia del Risorgimento.

Queste statistiche provengono da un questionario sottoposto a una novantina di studenti stranieri dai 16 ai 18 anni, che vivono e studiano nel nostro Paese grazie a Intercultura, l’associazione che da oltre 50 anni si occupa di mettere in contatto ragazzi stranieri e famiglie italiane nell’ambito di un programma di studio all’estero che coinvolge 60 paesi, e in Italia porta circa 800 studenti.

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Quale spiegazione al fatto che i ragazzi che ospitiamo siano così informati sulle nostre vicende? Semplice: l’esperienza dello studio all’estero è a 360 gradi, richiede uno sforzo particolare per non sentirsi isolati, inoltre con Intercultura le famiglie ospitanti hanno un ruolo non secondario rispetto alla scuola, portando i loro valori, le loro abitudini: le famiglie li hanno informati nel 39% dei casi, mentre il 26% di loro ha scoperto delle celebrazioni del 17 marzo grazie ai mezzi d’informazione e il 10% dalla scuola.

Il risultato è che la loro conoscenza dell’Unità d’Italia e del suo significato tocca livelli vicini a quelli dei loro coetanei italiani. Conoscenza che rispetta anche alcuni stereotipi, come la differenza tra nord e sud (la pensa così ben il 76,5% degli studenti stranieri: i ritmi frenetici e la freddezza, il lavoro e la ricchezza concentrati al nord e tranquillità, calore delle persone al sud).

Quando però sono chiamati a riflettere sull’Italia come nazione, esprimono concetti raffinati, come la necessità di stare assieme, la ricchezza nella diversità, e smentiscono i pregiudizi sull’Italia: erano venuti pensando alla mafia, ma dopo pochi mesi per loro è l’Italia di Roberto Saviano e di Giovanni Falcone, delle bellezze naturali e di un grande spirito di accoglienza.