Continua l’ondata di omofobia che ha invaso lo Stivale nelle ultime settimane, complice anche una campagna elettorale che ha fatto dell’intolleranza la propria bandiera alle urne. E torna a essere protagonista l’Università Bocconi di Milano, dove qualche giorno fa uno studente omosessuale aveva subito un’aggressione verbale, subito condannata dall’intera struttura universitaria.

Nonostante gli sforzi della docenza e del rettorato, i quali si erano opposti a questi tristi episodi in un ateneo rinomato come quello meneghino, oggi un nuovo attacco alla comunità LGBT vede protagonista la Bocconi: un cartello del B.E.St., l’associazione Bocconi Equal Students, è stato imbrattato con delle scritte a stampo filonazista.

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“I fr**i si curano con lo Zyklon B”.

Il triste riferimento è ovviamente all’Olocausto: lo Zyklon B è infatti il gas che veniva usato per sterminare la popolazione ebrea, gli omosessuali e le comunità rom. Il triangolo rosa, simbolo proprio della comunità LGBT, proviene proprio dal periodo del nazismo, dove i prigionieri omosessuali rinchiusi nei campi di concentramento furono costretti ad appuntarsi tale disegno al proprio vestiario.

Il manifesto preso d’assalto dagli insulti, inoltre, non rivendicava diritti per la popolazione omosessuale, bensì proponeva un dibattito sul ruolo delle donne nel mondo del lavoro condotto da diversi esperti, tra cui anche Ivan Scalfarotto. Ma questo non è stato sufficiente per far desistere gli aggressori da insulti ripetibili, tra cui è apparso anche uno scioccante:

“L’HIV è la vostra punizione”.

I tecnici dell’ateneo sono già all’opera per individuare i responsabili, identificabili tramite le registrazioni delle telecamere a circuito chiuso e, giustamente, l’amministrazione dell’Università Bocconi è decisa a punire severamente i colpevoli. Ed è proprio Scalfarotto a intervenire sulla questione, ponendo una domanda di responsabilità non solo sociale, ma anche penale:

“Ora bisogna tutelare e incoraggiare i ragazzi dell’associazione anche perché bisogna evitare che si verifichi un’escalation di casi del genere. Purtroppo, la legge Mancino non è stata mai estesa alle tesi omofobiche. Mi chiedo però se scritte del genere, in un Paese civile, non creino sufficiente allarme sociale da poter essere deferite alla magistratura”.

Un nuovo triste caso di violenza psicologica che, tuttavia, non sembra molto interessare la politica, visto che la maggioranza di Governo ha bocciato la proposta bipartisan di Paola Concia e Mara Carfagna su una legge contro l’omofobia.