Spesso è volentieri abbiamo sentito parlare della ricerca in Italia, dei fondi che mancano e dello scarso interesse che spesso viene dimostrato nei confronti di un campo tanto fondamentale.

L’ulteriore conferma dell’importanza che la ricerca ha nella scoperta di nuovo cure per malattie spesso mortali arriva direttamente da Bari, la cui Università è arrivata a comprendere il meccanismo che scatena la neuromielite ottica, una malattia terribile e molto rara, spesso confusa con la sclerosi multipla, che nel giro di pochissimo tempo porta a chi ne è affetto cecità e difficoltà nella deambulazione fino all’immobilizzazione totale.

L’importanza della scoperta, fondamentale per inziare la preparazione del farmaco, è testimoniata dalla decisione del Journal of Biological Chemistry, una delle maggiori riviste scientifiche mondiali, di dedicarle la copertina del prossimo mese.

Lo studio che ha condotto allo strabiliante risultato è stato portato a termine dalle Facoltà di Scienze Biotecnlogiche, Farmacie e Medicina dell’Università di Bari grazie ad un finanziamento pubblico di 1 milione e 130.000 euro di cui 790.000 devoluti direttamente dalla Regione Puglia.

La scoperta ha in particolar modo riguardato l’Acquaporina-4, ossia una proteina che veicola acqua di fondamentale importanza per mantenere invariati il volume e la forma del sistema nervoso. Si è infatti constatato che nei pazienti affetti da neuromielite ottica il sistema immunitario aggredisce l’Acquaporina, portando così ad avere gravi conseguenze a livello ottico e di deambulazione.

La scoperta consiste proprio nell’essere riusciti a capire perché ciò avviene, sembre infatti che la proteina tendeva ad associarsi in strutture complesse, creando come delle impalcature attorno alla membrama e formando aggregazioni di molecole tali da attirare l’anticorpo e da indurlo a considerare la proteina un elemento da attaccare.

La scoperta di questo meccanismo permetterà in futuro di arrivare una cura e ricorda ancora una volta come la ricerca sia vita, e il decidere di non sostenerla significhi prediligere altro rispetto al bene più prezioso del mondo.