Una brutta notizia sta per abbattersi su uno dei programmi di scambio culturale più apprezzato da generazioni di studenti universitari e dalle loro famiglie: l’Erasmus è sommerso dai debiti, e potrebbe chiudere per sempre.

L’Università dovrà quindi fare a meno del progetto Erasmus: lo ha spiegato il presidente della Commissione Bilancio del Parlamento Europeo, il francese Alain Lamassoure, non senza criticare i governi dei diversi paesi membri, principali responsabili dei dieci miliardi di euro di debiti che assai difficilmente l’Europa Unita riuscirà a rimettere nel fondo per sostenere i progetti futuri.

Anzi, a causa della crisi sono già in essere tagli ai fondi europei per il 3% sulle fatture già emesse dai diversi progetti su innovazione e ricerca, e ciò causerà dei ritardi rispetto alle ospitalità già attivate e concluse. Per l’Italia si tratta di 600 milioni di euro, che non si sa se arriveranno.

L’Erasmus (European Region Action Scheme for the Mobility of University Students) è nato insieme alla nuova Europa post – Muro di Berlino, e se davvero chiudesse sarebbe un simbolo più doloroso di altri del brutto momento storico che stiamo vivendo. Dal 1987 a oggi ha fatto viaggiare e incontrare milioni di studenti, e tante famiglie italiane hanno ospitato ragazzi provenienti da diversi paesi europei.

Pare al momento non ci siano molte soluzioni: ci sono sospetti che sull’Erasmus più di qualcuno abbia truccato le cifre, utilizzandolo come aiuto europeo sotto mentite spoglie. La trasparenza dei conti, a questo punto, dovrà essere la prima risposta. Inoltre, i governi dovranno incontrarsi per cercare, eventualmente, un accordo. Ma dovranno fare in fretta: tra una settimana, il fondo europeo Erasmus sarà completamente esaurito. Casse vuote.

Fonte: Ansa