Gli studenti appena diplomati e ancora ebbri di gioia per l’agognata maturità dovranno mettersi in fretta alle spalle i festeggiamenti, le vacanze in Grecia e il falò dei libri: a luglio sarà già tempo di test di ingresso all’università. Lo ha deciso il Ministro Francesco Profumo, con un avviso poco romanticamente pubblicato il 14 febbraio sul sito del ministero. Il calendario delle prove di ammissione inizierà il 23 luglio con i test di medicina.

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La questione dei test era nell’aria già da tempo: in Italia è consuetudine organizzarli in autunno dopo le vacanze, ma hanno sempre causato ritardi nello stilare le graduatorie e un inizio stentato dell’anno accademico. Così, per adeguarci all’Europa, uno degli ultimi atti – anzi praticamente l’ultimo – di uno dei ministri all’istruzione più imprevedibili degli ultimi anni è stato quello di anticipare nettamente questi test, a fine luglio e non più a settembre.

Decisione che non manca di far discutere. Ci sono pro e contro, tecnicamente parlando, in un test a luglio: lo studente fresco di diploma che scelga una facoltà coerente con i propri studi probabilmente ci guadagna (al netto del sacrificio dello studio ad alte temperature); quello che opta per una facoltà molto diversa, incoerente, ha bisogno invece di più tempo e certamente sarà svantaggiato.

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Come se non bastasse, la prova è stata anche accorciata: 90 minuti e non più 120 per rispondere alle domande dei test. Dopo le scintille sul decreto al diritto allo studio – dove si è inimicato per sempre le organizzazioni studentesche – e il nuovo maxi concorso – dove invece si è inimicato gli insegnanti precari – il Ministro Profumo stavolta ha fatto infuriare tutti senza distinzione.

Gli studenti sono arrabbiati perché una pura casualità, la data della maturità a inizio o fine mese, può modificare sensibilmente il tempo a disposizione per preparare il test. I presidi sono convinti che i loro corsi di preparazione al test salteranno in molti casi perché è difficile riorganizzarli in così poco tempo. I genitori degli studenti sono irritati perché l’anticipo dei test manda all’aria la pianificazione delle vacanze. Ma per Profumo, essendo questi test basati sulla cultura generale e le capacità logiche, varrà la preparazione alla maturità, quindi non è necessario interporre altro tempo:

«La preparazione che gli studenti si costruiranno per la Maturità sarà utile, per chi aspira a entrare nelle università a numero chiuso, anche per i test. Sono prove di cultura generale, basate su nozioni che i ragazzi devono aver già acquisito.»

Non la pensano così Luca Spadon, portavoce nazionale di Link Coordinamento universitario, e Michele Orezzi dell’Unione Studenti:

«Riteniamo profondamente sbagliato che prima di definire le modalità e i contenuti su cui verranno valutati questi studenti vengano identificate le date, che anticipano i test rispetto alle tempistiche degli ultimi anni. Uno studente ha il diritto di sapere con cosa si dovrà confrontare e su che temi ancora prima di sapere le date (…) Non solo gli studenti dovranno prepararsi a sostenere un test d’ingresso su materie che magari non hanno mai nemmeno studiato, inoltre avranno pochissimo tempo a disposizione per farlo in quanto saranno impegnati, almeno fino alla prima metà di luglio, a sostenere gli esami di maturità.»

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Il Ministero è invece convinto che questo adeguamento sia necessario, per evitare le lungaggini delle graduatorie e per adeguarsi all’Europa, rispettando un calendario che permetterà, potenzialmente, la partecipazione di candidati stranieri alle nostre università, aumentando la loro qualità attrattiva e competitiva. Infatti, dal 2014 scatteranno i test addirittura nel mese di aprile: l’8 per Medicina e Odontoiatria, il 9 per Medicina veterinaria, il 10 aprile 2014 per Architettura e 3 settembre per le Professioni sanitarie.

Fonte: Ministero dell’Istruzione