La prima ricerca importante sugli effetti della vitamina B sulla demenza senile e la sindrome di Alzheimer ha dato risultati stupefacenti: una notevole quantità della vitamina potrebbe ridurre anche del 50% i danni al cervello.

Una ricerca condotta dall’Università di Oxford e che ha coinvolto 168 pazienti mirava a stabilire quale ruolo potesse giocare la semplice vitamina B sulle malattie del cervello degenerative come l’Alzheimer. E i risultati sono a dir poco promettenti.

Il gruppo è stato diviso in due parti, ogni paziente soffriva di deperimento cognitivo moderato (o Mild Cognitive Impairment), processo che implica un deterioramento progressivo del cervello e quindi delle sue funzioni come la memoria e il linguaggio, e che può portare a demenza e Alzheimer.

La differenza tra il gruppo di controllo, cui sono stati amministrati semplici placebo, e il gruppo che invece ha assunto vitamina B per due anni, è considerevole. Chi ha assunto vitamina B quotidianamente ha infatti in media il 50% in meno di deterioramento del cervello, rispetto a chi non ne ha assunto.

Lo studio, pubblicato su Plos One (Public Library of Science One), una rivista medica, indica come principale fattore di rischio nel deperimento del cervello la omocisteina, un aminoacido del sangue. La vitamina B riesce proprio ad abbassare il livello di concentrazione di omocisteina in circolo.

I livelli somministrati ai pazienti durante lo studio sono stati altissimi, in modo da poter ottenere risultati importanti. Gli autori hanno concluso dicendo:

Il ritmo accelerato di atrofia in pazienti che soffrono di deperimento cognitivo moderato può essere rallentato dal trattamento con vitamine B tale da abbassare il livello ci concentrazione di omocisteina nel sangue.

Una speranza in più per tutti i malati di Alzheimer, e una buona notizia, sebbene ora da verificare, per la Giornata Mondiale per la lotta all’Alzheimer del prossimo 21 settembre.