Di calcio non si muore, ma di certo il pallone fa male all’amore. È quanto emerge da uno studio condotto dal club per single di Eliana Monti, secondo cui i troppi match spalmati durante quasi tutto l’arco della settimana sarebbero una grossa tegola sulla stabilità delle relazioni amorose.

Due donne su tre hanno infatti denunciato di sentirsi trascurate a causa degli “impegni sportivi” del proprio compagno. Tra il calcio giocato e quello gustato dal seggiolino di uno stadio o dal divano di casa, gli appuntamenti dei “pallone-dipendenti” sono di certo aumentati rispetto a una volta. Sono finiti i tempi di Rita Pavone, quando il “mi lasci sempre sola” si riferiva soltanto alla domenica. Questa è l’epoca del “campionato-spezzatino”, delle esigenze televisive che vengono prima di quelle dello {#sport}. E di quelle delle donne.

Il 31% lamenta l’impossibilità di organizzare qualcosa con il proprio partner, sempre restio a mettere il pallone in secondo piano. Il 25% delle intervistate è arrivata addirittura a convincersi che il calcio sia una sorta di alibi per evitare la presunta persona amata, magari proprio perché nel frattempo la vera persona amata è diventata un’altra. È l’ombra del terzo incomodo, quella di un’altra donna e non soltanto di un pallone.

L’11% vorrebbe invece lasciarsi coinvolgere da quello che viene definito lo “sport nazionale” per eccellenza, ma confessa di sentirsi esclusa dal proprio uomo da quella che potrebbe anche divenire una passione condivisa. Un potenziale collante per la relazione, ma talvolta si è troppo miopi per accorgersi di questa possibilità, relegando il calcio al rango di un hobby pressoché maschile.

Donne trascurate, donne sull’orlo di una crisi di autostima. E coppie sempre più in bilico per colpa di un pallone, in virtù di un vizio che in Italia impera da decenni, ma che si è aggravato a causa dei nuovi, incessanti ritmi del calcio televisivo. La partitella tra amici appare poco più che un lusso, una legittima parentesi nell’equazione della vita a due. Che fa più bene che male, in quanto espressione della libertà e dell’autonomia di una delle due parti. Il vero problema sono le coppe e i campionati vissuti attraverso il piccolo schermo, i canali tematici che hanno fatto del calcio una sorta di flusso continuo, quasi ipnotico per tanti italiani. Ma Eliana Monti e il suo staff avvertono: senza condivisione e senza equilibrio, per la {#coppia} non c’è futuro.

Fonte: Tuttogratis