Uomini e donne: la dicotomia per eccellenza. Fin da piccoli ci insegnano ad “indossare” il fiocco rosa o quello azzurro, ingabbiandoci dentro a stereotipi che, ormai, ci vanno sempre più stretti. Perchè? E soprattutto: tutto questo è realtà o siamo da sempre nella caverna di Platone senza essercene mai resi conto?

Secondo la neuroscienziata Gina Rippon siamo decisamente intrappolati nella famosa caverna e le differenze fra uomini e donne, da sempre proclamate come oggettiva verità, sarebbero facilmente azzerabili. Biologicamente parlando eh. E allora perchè ci sembra di essere così diversi? Semplice: la società ci condiziona, dalla notte dei tempi.

La Rippon ha parlato delle sue teorie al British Science Festival di quest’anno, roba seria dunque. Riuscirà a mettere in discussione i ruoli assegnati da millenni di storia a uomini e donne nella società, semplicemente sostenendo che il nostro cervello “vergine” sia in realtà lo stesso nonostante quel che ci ritroviamo negli slip?

Mi spiego meglio: la propensione allo studio scientifico ad esempio, sarebbe un quasi esclusivo appannaggio degli uomini; le donne invece si sa, sono più portate per la lettura. Bè, questo è soltanto quel che vogliono farci credere: di base il cervello umano, per il solo fatto di essere tale, può essere adatto a qualunque genere di studio, nonostante il pene e nonostante la vagina.

Ecco, sarebbero questi ultimi a costituire le esclusive differenze fra uomini e donne, tutto il resto è fuffa. Anche la stessa gestione delle emozioni: le donne piangono facilmente mentre gli uomini non devono chiedere mai? Il primo assioma deriva dai romanzi rosa, il secondo da una pubblicità. Più o meno.

Eppure, nonostante io creda alla Rippon (non fosse altro perchè non ho mai accettato ruoli stereotipati che non sono in grado di scegliere coscientemente), sono convinta che qualche altra differenza fra uomini e donne esista e non sia soltanto il frutto del condizionamento sociale. Anche voi state pensando quel che penso io??!? Allora siete donne, senza ombra di dubbio. E questo non fa che confermare la mia ipotesi.

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