Il sesso debole? Di sicuro non le donne. E se qualcuno trova da obiettare, basta rifarsi alla scienza e soprattutto alle statistiche. Gli uomini, a qualunque età, muoiono prima e in maggior quantità rispetto alle donne. E i numeri non mentono.

Secondo la studiosa Barbara Kalben questo inconfutabile dato di fatto è dovuto ad una questione tanto semplice quanto “rivoluzionaria”: gli uomini sono deboli, proprio fisicamente parlando.

Nonostante i muscoli e le dimensioni (corporee, tanto per precisare!) spesso considerevoli, la forza degli uomini sarebbe inferiore a quella delle donne; anzi a volte sono proprio le dimensioni di cui sopra a costituire un problema e a deteriorare di più l’organismo.

Altre motivazioni a sostegno di tale debolezza sarebbero da ricercarsi fra le sollecitazioni cui il corpo maschile è solitamente più soggetto rispetto a quello femminile: alcool, fumo, cibo, lavoro in generale più “fisico” e faticoso.

Ok, tutti fattori oggettivi. Ma di contro c’è da dire che le donne tra ciclo, gravidanze e una maggiore propensione allo stress emotivo, dovrebbero morire ancora prima. Dunque questa presunta debolezza maschile a cosa sarebbe dovuta DAVVERO?

Forse quel fastidioso, costante e talvolta ridicolo lamento che si leva da un uomo terribilmente sofferente per i suoi 37,5 di febbre, è significativo. Anzi forse si tratta proprio dell’indicatore principale della questione: l’uomo per definizione si autodeteriora, crogiolandosi nel dolore. Perchè la natura non lo ha dotato di una grande capacità di sopportazione. Dunque sì, la stessa natura di fatto lo ha reso debole.

Occorre accettare questa mancanza come una caratteristica vera tanto quando certi altri attributi; però per cortesia, smettiamo di chiamare le donne “il sesso debole”. E questo non per imputare a tutti i costi la debolezza al genere maschile, bensì per smettere di cercare per forza un capro espiatorio per i nostri limiti. Maschili o femminili che siano.

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