La vostra blogger non è diventata single dopo l’ultimo post dedicato all’influenza del suo lui, ma ha subito la più classica delle leggi del contrappasso. Da infermiera amorevole, sia pur portatrice sana di sarcasmo, mi son ritrovata a sostituirlo nel letto, febbricitante e con l’influenza. Un contagio bello e buono. Se volete anche inevitabile vista la vicinanza. E così il comprensivo compagno che due giorni fa non ha battuto ciglio di fronte alla pubblicazione del post di cui sopra, oggi si è vendicato e mi ha inviato queste righe obbligandomi a pubblicarle. E per dimostrare sportività non mi tirerò indietro dal farlo.

Avete presente la ragazza sprezzante, ironica, capace di sdrammatizzare e con la battuta sempre pronta che emergeva nel post “Quando lui ha l’influenza”? Beh, è meglio se cominciate a rivedere il vostro giudizio. L’ironia è possibile se la febbre è degli altri. Nel suo caso, è un fatto serissimo. Molto più serio di voi comuni mortali. La lagna è d’uopo, la lamentela anche, il rifiuto e la frustrazione di qualsiasi tentativo di farla stare meglio all’ordine della mezz’ora. E così può succedere che, mentre a stento si regge in piedi, ti chieda di accompagnarla in bagno e, una volta lì, ti dica di approfittarne per andare a rifare il letto, perchè lei “in un letto sfatto non ci sta”. Inutile farle notare che a farlo e disfarlo nel giro di un paio di minuti, tanto vale rassettarlo solo un po’…”siete solo degli zingari”.

Inutile anche provare a dirle di coprirsi, secondo il classico rimedio della nonna che prevede di sfogare la febbre nel letto: se ha caldo, lei si scopre. E se vuole non beve per un giorno, nonostante i reiterati tentativi di farglielo fare, salvo poi riscoprirsi disidratata e darvi la colpa di non averla assistita abbastanza. Le medicine? Solo se le consiglia papà-medico. Legittimo, ci mancherebbe, specie se tu una laurea in medicina non ce l’hai, ma per il meccanismo “febbre sopra i 38-prendere tachipirina” non credo neanche sia previsto un esame, forse una pagina di un pre-corso (e infatti tachipirina fu!).

Di retroscena ce ne sarebbero molti, ma è meglio tenere da parte qualche cartuccia, anche per evitare di restar single e non abusare della sportività femminile. L’ironia del precedente post era legittima, ma affrettata e l’improvvisa benevolenza del sottoscritto celava un piano già scritto. Adesso scusate, è il momento della pastina, almeno riuscirò a indorarle questa pillola…

La dolce cara metà virulenta