Da uno studio condotto dai gestori del sito inglese BabyChild si evince che un quarto delle donne in gravidanza, al momento del parto, preferiscono avere a loro fianco la loro madre al posto del marito o del proprio compagno.

Questo è quanto ha dichiarato un campione di donne britanniche: oltre il 26 per cento delle intervistate, infatti, ha dichiarato che preferirebbe la mamma, mentre il 53 per cento delle future mamme ha ammesso di volere in sala parto il padre del bambino.

Inoltre il 13 per cento ha affermato di prediligere la presenza della migliore amicoa. Per di più, su 1.100 donne in gravidanza, oltre la metà ha l’opinione che il padre non sia in grado di sopportare lo stress della situazione, mentre un terzo ha spiegato che la presenza della madre (la futura nonna) sarebbe sinonimo di tranquillità.

Solo una piccola parte ha svelato che sarebbe infastidita dalla presenza del proprio compagno, partendo dal presupposto che gli uomini non sembrano simpatizzare con il dolore del parto, o comunque non saprebbero comportarsi in situazioni di emergenza. Alcune donne hanno anche detto che preferiscono restare sole durante il parto, per non creare disagi o imbarazzi ad altri, oppure perché troppo imbarazzate per se stesse.

Un passo senza dubbio utile per la coppia è quello di seguire insieme il corso preparto: parlare con l’ostetrica (che in genere è sempre presente in tali incontri), con altri compagni di corso, ed elaborare le informazioni assieme, di certo rompe il ghiaccio nei confronti di un argomento così delicato e, tra l’altro, rende più consapevoli i prossimi genitori riguardo alle intenzioni e alle esigenze l’uno dell’altra.

La decisione riguardo alla diretta partecipazione del padre all’evento della nascita non è semplice, anche se la scelta sembra essere vissuta dalla donna come prima vera compartecipazione alla gravidanza da parte del sesso opposto.

Insomma, solo per alcune tale decisione sembra realmente dare una certa tranquillità: ma la decisione spetta solo a lui. L’uomo può senz’altro scegliere di rimanere vicino alla propria compagna stando alle sue spalle, per non vivere (ed eventualmente rivivere nel tempo) momenti potenzialmente traumatici a cui assiste.

Ad esempio assistervi può generare in alcuni soggetti una sintomatologia simile a quella da stress acuto post-traumatico: l’evento cioè può essere rivissuto in modo ossessivo nel corso del tempo, ad esempio durante un sogno o disturbare i pensieri con immagini insistenti e angoscianti. In altri soggetti si può verificare in seguito un calo del desiderio sessuale.

Importante è, pertanto, che questa decisione sia analizzata accuratamente da entrambi, e che prima di tutto sia il partner a rendersi disponibile per la partecipazione diretta al parto, questo per evitare futuri effetti indesiderati o problemi di coppia.

Fonte: Askamum