Cosa pensereste se il vostro fidanzato/marito vi svelasse che ha un desiderio matto di travestirsi da bambola gonfiabile, non perché non accetta il proprio essere uomo, ma proprio perché proverebbe piacere nel vedersi nei panni di una tettosa e plasticosa bambola gonfiabile?

Bé, io non ho dubbi, comincerei a chiedermi con chi ho passato gli anni più belli della mia vita, poi affogherei i miei problemi nella cioccolata, nell’alcol, in palestra e tra i Centocelle, esattamente in quest’ordine, per poi andare in terapia da uno strizzacervelli per il resto della mia esistenza.

La mia supposizione vi sembrerà surreale e invece esiste davvero questo tipo di perversione maschile che deriva da chissà quale disturbo infantile, perché dai, non mi venite a raccontare che è una cosa normale indossare una maschera di gomma con due cannotti al posto delle labbra e un paio di caciocavalli per tette. Si chiamano “living dolls” (bambole viventi) e cominciano a spopolare negli States dove è sempre più facile incontrare individui rigorosamente eterosessuali che indossano maschere di gomma che li coprono dalla testa ai piedi per trasformarli in bambole a grandezza naturale con fattezze femminili.

Alla nuova moda, se così si può definire, è stato dedicato anche un documentario trasmesso sulla rete inglese Channel 4, intitolato Secrets of the Living Dolls dove si raccontano varie storie tra le quali spicca quella di Robert, 70enne residente ad Orange County, in California. Lui sfoggia un favoloso pube di gomma ricoperto dei suoi stessi capelli, così da dare l’idea della presenza di una vagina. Quando indossa la sua maschera diventa Sherry, una donna (più o meno) bellissima capace di ammaliare.

Eccovi alcune immagini tratte dal documentario.