L’argentino Juan Diego Solanas sceglie i sentimenti e la fantascienza per la sua ultima fatica, la love story Upside Down. Un viaggio in un universo alternativo, dominato da insolite leggi naturali e un amore difficile che sfida addirittura l’impossibile pur di riuscire a trionfare su tutto e tutti.

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Per Upside Down, Solanas ha scelto due volti freschi ma già apprezzati di Hollywood: a vestire i panni dei protagonisti ci sono infatti Jim Sturgess e Kirsten Dunst, lui visto recentemente ne La Migliore Offerta di Giuseppe Tornatore e lei impegnata in numerosi progetti dopo l’importante interpretazione in Melancholia di Lars von Trier, valsole anche il premio come miglior attrice al Festival di Cannes. Con loro c’è anche l’attore britannico Timothy Spall, per l’occasione nel ruolo di Bob, un impiegato del mondo di sopra che fa tutto quanto in suo potere per aiutare i due ragazzi.

Adam (Sturgess) e Eden (Dunst) si sono conosciuti da bambini, nel punto d’incontro di due mondi così vicini ma così diversi: due pianeti capovolti, caratterizzati da una forza di gravità uguale e opposta. Ormai cresciuti, i due hanno preso strade diverse, senza più incontrarsi: lei, colpita da amnesie causate da un’incidente che le ha fatto dimenticare il suo amico d’infanzia, dipendente della società TransWorld, colpevole di aver ridotto in miseria il mondo di sotto in cui abita il giovane, e lui ricercatore squattrinato. Quando Adam rivedrà Eden in tv, farà l’impossibile per poterla incontrare di nuovo, anche al costo di sfidare le leggi dell’uomo e della natura che li vuole lontani.

Sottosopra: in un’ambientazione distopica, formata da due mondi tanto uguali ma resi profondamente diversi dalla bramosia di potere e denaro tipica dell’uomo, Upside Down porta sul grande schermo una storia d’amore tra dei moderni Giulietta e Romeo, intingendo il tutto in una stuzzicante salsa sci-fi. Doppia gravità, materia e antimateria, ricchezza e povertà: tutto è uguale e opposto nel mondo di sopra e in quello di sotto; se a fare da fil rouge tra i due pianeti non è solo TransWorld, la società voluta dai più ricchi che funge da punto di contatto, ma l’amore tra Adam ed Eden, possibile ma impossibile allo stesso tempo a causa delle leggi fisiche che governano entrambi i mondi.

Immagini spettacolari, dalla devastazione del povero mondo di sotto alla ricchezza onirica del ricco mondo di sopra fino alla bellezza della natura, indifferente davanti ai beni materiali dei due popoli, il film di Solanas si arricchisce di istantanee memorabili e visionarie attraverso un sapiente lavoro di effetti speciali capace di dare una marcia in più al lato prettamente fantascientifico della pellicola. A fare da contraltare a cotanta bellezza c’è però una sceneggiatura che poco si cura di ricercare una parvenza di accuratezza, lasciandosi scivolare di dosso da metà pellicola in poi l’iniziale interesse nei confronti del lato meno romantico della pellicola.

Soldi, oro nero, potere: l’unico elemento a far muovere – o a legare, come in questo caso – due mondi antitetici è l’amore; per Juan Diego Solanas nulla riesce a superare la forza devastante del sentimento più imponente, capace di volare di fiore in fiore come le api, insetti senza confini che sintetizzano l’essenza delle due realtà trasformandola in un’unica polvere miracolosa. Con qualche buco nello script di troppo ma impreziosito da una fotografia che parla da sé, l’ultima fatica del regista argentino incuriosisce e ammalia, alleggerendo il cuore di chi, come i due giovani amanti, riesce a fare dell’amore il collante di tutta una vita.