Su Youtube alla voce “Urban jungle” dovrebbero scrivere: “Crea dipendenza”. Sì, perché vedendo solo uno dei corti animati della serie prodotta per QOOB TV, ex canale del digitale terrestre, viene subito voglia di vedere l’intera serie e non una sola volta. Si tratta di alcune animazioni che trattano gli “animali” più interessanti della fauna urbana. Si tratta di animali per lo più dotati di un estremo feticismo musicale, come il metallaro, il dark, il jazzista e l’emo, ma non mancano lo scout, il new ager e il chitarrista da falò.

“Urban jungle” è stata realizzata dal cartoonist Hermes Mangialardo, che ha messo in evidenza tutte le caratteristiche più buffe, soprattutto in termini di cliché decisamente reali, che sono presenti in molte persone che conosciamo. Noi di oneTiVu abbiamo intervistato Hermes Mangialardo, all’indomani della scomparsa del canale QOOB TV, che lo scorso 2 novembre ha chiuso i battenti anche su Internet.

Come nasce l’idea di “Urban jungle”?

“Urban Jungle” è il classico sogno nel cassetto che diventa realtà. Nasce addirittura prima della mia passione per l’animazione, quando insieme alla mia band andavamo in giro a suonare, magari insieme ad altri gruppi come i metal e i dark. In quelle situazioni mi divertivo a osservare quella che nella serie chiamo la “fauna urbana” e così, quasi per gioco, mi misi a catalogare attraverso disegni quelle che erano le caratteristiche imprescindibili di ogni specie. Poi nel 2007 il canale/community Qoob TV di MTV mi contatta, per sapere se avevo qualche format da proporre, e allora ho pensato: perché non riprendere quella vecchia idea?

Nonostante la fine e oggi la chiusura di QOOB TV, i tuoi cartoni sono un must su Youtube. Perché credi siano piaciuti tanto al pubblico?

Il successo degli episodi di “Urban jungle” ha stupito anche me. Confesso che settimanalmente leggo tutti i commenti su Youtube e sui forum che ne parlano, e alla fine credo che il segreto non sia da cercare in un unico ingrediente: viralità, approccio “enciclopedico”, humor non volgare, uno sviluppo lineare ma probabilmente non banale sono tutti fattori che insieme, credo, hanno decretato la popolarità della serie. Tuttavia forse l’elemento fondamentale è stato comunque quello dell’immedesimazione, per cui chi guarda “Urban jungle” non può non identificarsi in uno di questi “animali urbani”, e di conseguenza nella relativa tribù, spesso in contrapposizione alle altre (ho visto metallari e discotecari battagliare a suon di commenti di fuoco sul Web).

Quali sono le difficoltà nel realizzare un prodotto, che comunque risulta inevitabilmente di nicchia?

Ovviamente le ristrettezze economiche mi hanno costretto a un approccio low-fi, per cui ho dovuto fare quasi tutto da me. Così come per le musiche: non potendomi permettere i diritti di canzoni famose, mi sono arrangiato con delle cover, o inserendo brani di gruppi emergenti. Tuttavia alla fine questa scelta si è dimostrata vincente: l’animazione essenziale ha messo in risalto l’idea di fondo della serie e le musiche prestate dalle varie band al progetto sono diventate delle piccole hit sul Web.

Qoob TV era un’affiliata di MTV, credi che l’emittente abbia aiutato in un certo senso ad affermare che i cartoni non sono rivolti solo ai più piccoli?

Senza ombra di dubbio. In TV, a parte rare eccezioni, l’idea di cartone animato era legata solo ad un pubblico infantile. Poi si è capito che l’animazione è un mezzo espressivo come un altro, e a volte è migliore di altri nel trasmettere determinate emozioni.

Quale dei tuoi personaggi preferisci, quale è meglio riuscito e in quale ti rivedi?

Oddio, è come preferire un figlio ad un altro. Tuttavia, posso dire di rivedere spesso con piacere la puntata sull’indie. Per quanto riguarda il personaggio più riuscito, a giudicare dal suo successo sul Web, sicuramente il metallaro, mentre mi rivedo molto nell’hippie, e, anche se diametralmente opposto, nel dark.

Su Youtube esiste solo una puntata in cui i personaggi parlano in prima persona, continuerai quella serie magari in proprio?

In realtà quella non è neanche una vera puntata, ma un trailer di lancio per quella che doveva essere una nuova serie con episodi più lunghi. Poi QOOB TV ha chiuso i battenti e non se ne è fatto nulla. Tuttavia ho già in cantiere le prime puntate di queste “adventures”, seppur ridimensionate per il Web, che non tarderanno ad essere pubblicate. Per ora autoprodotte, ma in futuro, chissà.

Conduci altri progetti per la TV?

Non direttamente, nel senso che mi capita spesso di realizzare videoclip musicali che poi vengono trasmessi su MTV o altre emittenti musicali.