L’estate non è sempre un periodo di gioie e passioni, soprattutto per chi ha appena concluso una storia d’amore importante con un divorzio. La rottura di un matrimonio non è soltanto un momento di crisi psicologica, di obblighi pratichi da rispettare e di litigi in aula dibattimentale, ma anche un’occasione per cambiare vita. Perché, allora, non approfittare proprio di una vacanza per abbandonare certe zavorre di cuore e riprendere quella fiducia che sembrava essersi persa fra scartoffie e atti notarili?

Organizzare una vacanza dopo un divorzio non è di certo impresa facile, ma non si tratta nemmeno di un ostacolo insormontabile. Vi sono, però, dei consigli differenziati a seconda della {#coppia} in esame: chi sta vivendo un momento di crisi e chi ha già vissuto tutto il processo della separazione, compresa la spartizione di beni, l’intestazione di eventuali immobili e la gestione dei figli.

Per le prime, vi è una regola urgente da rispettare: se davvero la relazione fosse irrecuperabile, è inutile proseguire stoicamente attendendo l’autunno. È vero che l’estate è un momento di relax e di riposo, ma l’abnegazione non è mai positiva all'{#amore} e all’autostima. Quando la situazione con il partner risulta ormai invivibile, perché continuare a oltranza? Perché ricercare un quieto vivere impossibile da raggiungere? Parlare di divorzio in estate non è affatto disdicevole. Anzi, avrà l’effetto benefico di potersi togliere un gran peso dallo stomaco e di aprire le danze per una vacanza da single, per lasciarsi il passato alle spalle nel modo più indolore possibile.

Chi avesse già terminato il processo di una rottura di un matrimonio, invece, si trova di fronte a infinite possibilità: che piega dare alla propria esistenza, dopo anni – se non decenni – di vita coniugale? Come rialzarsi in piedi e dominare a testa alta il destino? Uno dei principali problemi che assilla le donne dopo un divorzio, è proprio quello di credere di non essere in grado di badare a se stesse. Niente di più sbagliato e una vacanza in solitaria potrebbe dimostrarlo. Chiudere la chiave di casa alle spalle, partire per una meta lontana e dimenticarsi per qualche settimana di quel che è accaduto e accadrà: un’ottima prospettiva da cogliere al volo in questo ultimo scorcio d’agosto, magari con un viaggio a settembre. Le occasioni di certo non mancano: basta scegliere una meta turistica di mare, meglio all’estero, per ricordarsi quanto gradevole fosse la vita da single. Certo, con il cuore infranto forse non si è alla ricerca di un nuovo amore, soprattutto quando la ferita è ancora così fresca, ma conoscere gente nuova, rilassarsi facendo quattro salti in pista, oziare tutto il giorno in spiaggia senza la responsabilità di pensare alle richieste dell’ex marito, sarà certamente rigenerante e ringiovanente. E se per caso fortuito la passione dovesse prendere il sopravvento anche per una notte sola, magari con un compagno di giochi conosciuto sul bagnasciuga, non vi è modo di lasciarsi prendere dal senso di colpa: si è libere e non si deve rendere conto del proprio comportamento a nessuno. L’effetto terapeutico di una vacanza da single dopo un fresco matrimonio è, infatti, quello di restituire terra sotto i piedi. Non si devono più abbandonare i propri sogni per spirito di sacrificio nei confronti del partner, ci si può sentire ancora piacenti, corteggiate, libere e svolazzanti come ai tempi dell’adolescenza. Perché non approfittarne?

Le meno coraggiose, tuttavia, potrebbero tremare all’idea di un viaggio in perfetta solitudine, da definire passo per passo una volte arrivate a destinazione. Perché, allora, non chiedere aiuto alle amiche? Una sorta di Sex & The City casereccia – si ricorderà di certo il film delle quattro amiche di New York in volo per l’oriente – con cui ritrovare quella scintilla nell’animo spentasi con un matrimonio poco gratificante. Anche qualora nessuno riuscisse a far battere il cuore sulla spiaggia, ci saranno sempre le compagne di una vita a sollevare il morale. E queste, di partner emozionali, di divorzi non ne chiederanno mai.

Fonte: Huffington Post, DianneBenussi