Non possiamo far finta di niente: la tecnologia ha invaso la nostra vita, migliorandola o peggiorandola in taluni casi. Ma la realtà dei fatti è che non possiamo più vivere senza un aggiornamento di Facebook o la condivisione di una foto su Whatsapp, barcamenandoci tra un tweet e una mail di lavoro.

E sappiamo ormai da qualche anno che la tecnologia, checchè se ne dica, è femmina: donne in carriera, mamme, giovani e meno giovani, si sono impadronite di tutti i vantaggi che i dispositivi elettronici offrono, rendendo ancora più multitasking i loro giorni, tempo “libero” compreso.

Tanto che anche in vacanza l’oggetto tecnologico è d’obbligo. Se non per lavorare, almeno per mantenere i contatti con il resto del mondo sociale, sia pure virtualmente. Dunque via libera a laptop, lettori mp3, smartphone, tablet, ebook reader e quant’altro anche in spiaggia. Oddio, forse non proprio in questo ordine e non proprio con questa leggerezza, dato che tra sabbia, acqua e borse abbandonate, qualche pericolo incombe.

Il consiglio è dunque quello di ridurre al minimo l’attrezzatura tecnologica da spiaggia: irrinunciabili a mio parere l’ebook reader, per tutte coloro che come me si sono votate all’inchiostro elettronico, lo smartphone per condividere immediatamente immagini e video con gli amici lontani, e il lettore mp3 (magari con casse portatili) per associare una bella colonna sonora alla vacanza.

Da evitare, a mio parere, laptop e tablet: troppo ingombranti, troppo costosi, troppo appetitosi per i malintenzionati. Andare in spiaggia munite solo di costume, no eh? Sarebbe la soluzione più sicura. Ma per chi come me è dotata ormai di appendici digitali, è anche letteralmente impossibile. Sto pensando invece, in alternativa, di provare le tracolle impermeabili, studiate apposta per portare anche in acqua i nostri cari gioiellini tecnologici. Se funzionano veramente, è una svolta epocale. Salvo poi diventare degli inevitabili cyborg anche col costume da bagno.

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