Pierpaolo Piccioli, sul solco della tradizione, ha scelto l’Hôtel Salomon de Rothschild per la sfilata della sua prima collezione Haute Couture di Valentino Primavera Estate 2017, durante la Paris Fashion Week, una collezione bella e delicata, come sembra essere ormai il tratto distintivo dello stilista.

Con grande delicatezza, d’altronde, ha iniziato lo show richiamando gli invitati a un minuto di silenzio per ricordare Franca Sozzani, la direttrice di Vogue Italia da poco scomparsa.

Sobrio l’allestimento, funzionale a mettere in evidenza le opere esposte nei saloni, selezionate per l’occasione dalla collezione Tiroche DeLeon, proprietà di Serge Tiroche e Russ DeLeon, come “Unstoppable/Tak Terbendung”, lavoro del 2012 dell’artista indonesiano Gatot Pujiarto, o “Maître et Esclave I & II” di Eduardo Basualdo. Evocativa, invece, la musica che faceva da colonna sonora della sfilata, composta appositamente da Alexandre Desplat (vincitore dell’Oscar per le musiche di Grand Budapest Hotel) e diretta da Dominique “Solrey” Lemonnier. Una cornice in perfetta armonia con i 59 look proposti.

È una collezione con due anime quella che scorre lungo la passerella di Valentino: uscite all’insegna dell’assoluto minimalismo fanno da contrappunto ad abiti impreziositi da ricami e decorazioni brillanti, come fossero elementi inscindibili della medesima partitura, dove nulla è lasciato al caso e la perizia artigianale è millimetrica. Non per niente alle quattro première Irene Stranieri, Paola Martellino, Antonietta De Angelis ed Elide Morelli Piccioli ha deciso di rendere omaggio con le illustrazioni di David Downton, pubblicate sul profilo Instagram di Valentino: è a loro, infatti, che si deve la magia dell’Haute Couture che si ripete incessantemente da quando l’atelier di Monsieur Garavani ha aperto le sue porte.

Una magia, in questo caso, fatta di una palette di colori tenui, fatta di bianchi, rosa, gialli e grigi pallidissimi, un tenue verde menta e l’avorio, a cui fanno da contrappunto armonico il rosso ciliegia e il rosso valentino, il glicine e il nocciola, il magenta e il mauve.

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Per la loro ultima collezione Haute Couture insieme Chiuri e Piccioli avevano esplorato l’idea del theatrum mundi, presentando più che una carrellata di bellissimi abiti, dei veri e propri personaggi con un proprio nome, implicazioni e caratteristiche, stavolta invece, il solo Piccioli mette in scena una sorta di vestale della moda, che indossa ora casti tailleur pantaloni e abiti a colonna in crepe che non lasciano spazio a nulla che non sia la plissettatura della seta e la preziosità del taglio, ora con abiti da sera riccamente decorati con cristalli o applicazioni tridimensionali, fatti di trasparenze più o meno pudiche. Linee dritte si alternano con grazia a vestiti tutta morbidezza e trasparenza. Tra le tendenze, comparse anche in altre passerelle, spalle scoperte e strascichi, mantelle abbinate agli abiti, grandi orecchini.

Ricco come sempre il parterre degli invitati, tra cui si riconoscevano Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, Suzy Menkes e Anna Wintour, Olivia Palermo, Marisa Berenson, Giorgina Brandolini d’Adda, Afef Jnifen, Olga Kurylenko, Roberto Mancini, Jo Squillo, Francesca Valiani, Vittoria Puccini, Clotilde Courau. Tutti in piedi nel grande finale a gridare “bravò”. Sì, bravo monsieur Piccioli, a dare nobiltà a entrambe le tue anime.