Vanna Marchi torna in semilibertà e va a lavorare in un bar. Condannata a oltre undici anni per truffa e bancarotta, ora è fuori per buona condotta e lavora a Milano, in una strada ad alta densità turistica, via Napo Torriani, che ospita tanti alberghi e il bar dove lavora la Marchi.

Il locale si chiama la Malmaison, un nome che sembra quasi un contrappasso per i crimini che la Marchi sta pagando, ma che in fondo appartiene al compagno della figlia. Qualche malpensante ha anche creduto che si tratti di pubblicità, ma l’avvocato della Marchi ha assicurato che la ex televenditrice vuole solo rifarsi una vita e ricominciare.

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Un bisogno più che legittimo, anche perché pare che la Marchi a tutt’oggi non abbia un euro in tasca, dato che ha dovuto risarcire tutte quelle che la giustizia ha riconosciuto essere le sue vittime.

All’epoca del suo arresto, la sua vicenda giudiziaria interessò moltissimo i media a partire da Striscia la Notizia, per cui è normale che alla notizia del nuovo impiego una torma di giornalisti abbia assediato la Marchi.

La donna si è mostrata indaffarata, anche se non per tutto il tempo, tra cornetti alla crema e operazioni alla cassa. Una cosa non è andata smarrita: il suo modo di parlare, che a quanto pare viene sfoderato ora solo per dare dei comandi a una cagnetta.

Fonte: Corriere della Sera.