Una mamma, soprattutto subito dopo aver partorito, si trova in bilico tra l’esigenza di dover stare a stretto contatto con il bambino, per dargli quella protezione materna di cui ha bisogno, e lanecessità di dover gestire i mille impegni quotidiani.

È per questo che oggi sempre più mamme hanno trovato la soluzione a questo annoso problema con le fasce porta bebè, un’invenzione che ha sicuramente agevolato tantissimo la vita delle donne madri di bimbi piccoli.

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Ma come funzionano queste fasce a portata di bimbo? Quante tipologie esistono? Sicuramente, la prima cosa da dire è che non sono affatto pericolose se portate correttamente; anzi, possono addirittura essere non solo un sollievo per le mamme che – si è rivelato – spesso appaiono anche più serene e soddisfatte di chi non le usa, ma soprattutto anche per il neonato che piange molto meno e, stando a contatto con il corpo della madre, si abitua più facilmente al distacco dal grembo materno.

Inoltre, se apparentemente i bambini all’interno di queste apposite fasce sembrano stare immobili, in realtà si muovono all’unisono con la mamma favorendo uno sviluppo molto più graduale del movimento. Non è un caso che gli stessi ortopedici le consiglino fortemente.

Oltre agli aspetti legati all’ambito motorio, si è ormai certi che un bambino portato all’interno di queste fasce riesce a percepire meglio il mondo intorno a sé. Per un neonato, infatti, stare a stretto contatto con il corpo della madre sarà utile per avere maggiore percezione del tempo, equilibrando il suo stato psicofisico. È quindi opportuno, almeno per i primi tempi, tenere nella fascia il piccolo almeno 24 ore di seguito, in modo tale che possa ricevere questi stimoli per distinguerli al meglio.

Altro aspetto da non trascurare è il giovamento a livello intestinale che i piccoli traggono. Generalmente i neonati che vengono cullati da queste fasce, infatti, hanno meno problemi di coliche e di reflusso, disturbo tipico dei primi mesi.

Per quanto riguarda invece l’aspetto pratico, sul mercato possiamo trovare una gamma infinita di fasce, e tutte di colori e fantasie diverse. I modelli principali però in commercio sono due: la fascia lunga e quella corta. Solitamente il primo tipo è lungo circa 5 metri e largo sui 70 centimetri, un’ampiezza che consente di trattenere il peso del bambino su entrambe le spalle, adattandosi meglio a qualsiasi tipo di fisico, da quello più gracile a quello più robusto. Tra l’altro, per la sua lunghezza consente ben sedici modalità differenti di posizione, sulla base della grandezza del piccolo. Ideale durante lunghe passeggiate o lavori domestici.

La fascia corta invece, essendo lunga solo 2 metri per 70 centimetri di larghezza va usata in diagonale, distribuendo il peso del bambino solo in una spalla. Deve essere regolata attraverso un nodo o un anello che va sempre sistemato sul lato opposto a quello del bambino. Solitamente la si usa per brevi passeggiate o quando il piccolo chiede di essere tenuto in braccio per poco tempo.

Tutti i materiali di queste fasce in genere sono opportunamente certificati a norma di legge, i migliori sono comunque quei porta bebè che hanno fibre naturali a filatura diagonale. I prezzi variano dai 30 euro per una fascia corta, ai 70 per la lunga. Sicuramente saranno soldi ben spesi, non solo per la resistenza del materiale che potrà essere riutilizzato per altri bambini, ma soprattutto per il miglioramento della qualità della vita sia dei grandi che dei più piccini.

Fonte: Fasciaportabebè