Dopo anni passati a sgobbare sui libri si consegue infine la sospirata laurea. E dopo? Ci si butta a capofitto nella professione dei propri sogni oppure si prosegue il percorso di formazione con un master? La via di mezzo in grado di coniugare queste due possibilità può essere rappresentata da uno stage presso un’impresa, uno studio privato o all’interno di un’istituzione.  

Lo stage è divenuto ormai un passaggio preferenziale per addentrarsi nel mondo del lavoro, entrando da una porticina laterale anziché da quella principale: questo perché fornisce buone opportunità per crescere in termini di professionalità, anche se economicamente non presenta particolari vantaggi e non sempre garantisce l’assunzione. Si tratta comunque di una scelta che offre un’ottima chance ragionando con una certa lungimiranza.  

Innanzitutto occorre sgombrare il campo da alcune ambiguità: non bisogna infatti fare confusione tra lo stage e il tirocinio. Lo stage è un’esperienza volontaria e sarà il candidato a scegliere se percorrere questa strada o meno. Il tirocinio si inserisce invece nell’ambito di un determinato percorso formativo o professionale, di cui costituisce una tappa ineludibile.   

La normativa sugli stage è fissata dalla legge 196/97, integrata dal decreto ministeriale 142/98: le norme stabiliscono ad esempio il numero di stagisti che un’impresa può ospitare contemporaneamente; tale rapporto è proporzionale al numero dei dipendenti. Nelle aziende che nel proprio organico hanno più di venti dipendenti, gli stagisti non possono essere più del 10%.

Lo stage, concretamente, è una convenzione tra un soggetto promotore e un soggetto ospitante, basata su un progetto formativo che elenca le professionalità che dovranno essere acquisite dallo stagista. Un dato positivo è che per ogni stage vengono attivate un’assicurazione e una posizione Inail. 

Nella convenzione che regola lo stage, devono essere indicati i nominativi dei tutor, uno per il soggetto promotore e uno per il soggetto ospitante. Al proprio tutor lo stagista dovrà fare riferimento per la risoluzione di eventuali problemi e anche nel caso in cui capisca che lo stage intrapreso non corrisponde alle proprie inclinazioni.

Si può effettuare uno stage a qualsiasi età e con qualunque titolo di studio. Gli studenti universitari hanno il diritto di utilizzare la propria università come ente promotore per l’intero ciclo di studi e per i primi diciotto mesi dopo la laurea.  

Il neo dello stage è che esso non è qualificabile come un rapporto di lavoro, quindi non dà diritto a una retribuzione bensì a una somma corrisposta a titolo di compenso (se l’ammontare viene stabilito arbitrariamente) oppure a titolo di rimborso spese quando l’impresa ospitante decide di riconoscere solo una somma pari alle spese effettivamente sostenute dallo stagista. Peraltro la legge non impone di retribuire gli stagisti, quindi l’eventuale compenso è a discrezione dell’impresa.

Come scegliere uno stage? Gli esperti spiegano che l’importante è lasciarsi guidare dalle proprie inclinazioni, maturando la propria scelta sulla base di alcune considerazioni fondamentali e chiedendosi quali siano le effettive aspettative. La decisione finale, infatti, potrebbe essere motivata da vari fattori: si sceglie uno stage, ad esempio, perché si è convinti che attraverso questa esperienza si possa imparare molto, oppure perché si desidera capire se quel particolare settore è adatto alle proprie competenze. Ma attenzione, c’è anche chi vorrebbe utilizzare questa opportunità per tentare di modificare il percorso di studi compiuto.

In ogni caso, essere propositivi è un punto a favore: l’aspirante stagista dimostrerà le sue motivazioni scrivendo alle imprese presso cui vorrebbe lavorare, inviando il proprio curriculum e spiegando perché ritiene di essere la persona adatta a ricoprire una determinata posizione. La sincerità viene sempre apprezzata dai reclutatori.

A questo proposito, occorre usare con attenzione i social network, in particolare Facebook. Secondo i coach del lavoro, i reclutatori si servono anche di questi strumenti per valutare la personalità del candidato: è evidente che un profilo Facebook decoroso aiuta di più, e se la bacheca è visibile a tutti, non è certo il caso di riempirla di frasi inopportune. I commenti al vetriolo non aiutano a fare carriera.   

Diversi i siti Internet che forniscono informazioni utili agli aspiranti stagisti, indicando pure gli appuntamenti da non perdere. Anche chi desidera partecipare a uno stage all’interno di un’istituzione internazionale potrà reperire l’offerta più adatta grazie alle risorse messe a disposizione dal Web.