La Varicella è una delle malattie più comuni in età pediatrica ed è provocata da un virus chiamato varicella-Zoster. Una volta contratta, lascia un’immunità permanente. La varicella è una malattia che si diffonde facilmente per via aeree attraverso colpi di tosse o starnuti di individui malati o attraverso il contatto diretto con le secrezioni del rash. Una persona con la varicella è infettiva uno o due giorni prima che appaia l’eruzione. Essa rimane contagiosa fino a quando tutte le lesioni vengono ricoperte da una crosta (circa sei giorni). Le lesioni crostose non sono contagiose.

La comparsa di questa malattia in gravidanza fortunatamente è poco frequente e rari sono i casi di possibili conseguenze per il feto. Il periodo di incubazione varia dai 10/20 giorni, per poi sfociare la reazione cutanea al quarantesimo giorno. la percentuale di contagio del virus al feto da parte delle gestanti e di circa il 17%.

Se il virus viene contratto nel primo trimestre, il feto può subire  gravi lesioni come: atrofia muscolare, ipoplasia delle dita, lesioni cerebrali tipo encefalite o atrofia cerebrale.

Quando il virus viene contratto tra il II e III trimestre,  il rischio di infezione fetale dipendono dal rapporto cronologico, tra il momento del parto e produzione di anticorpi materni.

Se linfezione avviene almeno 21 giorni prima del parto: la malattia fetale ha decorso favorevole in quanto sono presenti anticorpi materni, il feto guarisce prima del parto nel 17% dei casi.

Se il parto avviene nel periodo di incubazione della malattia: il bambino nasce sano ma può infettarsi immediatamente dopo, in questo caso non verranno riportate gravi conseguenze in quanto il virus è stato contratto per via respiratoria.

Se il parto avviene tra il giorno prima ed i quattro giorni successivi alleruzione cutanea: la malattia in questo caso è grave, il rischio di infezione severa per il neonato è piuttosto elevato. In quanto non vi è il tempo necessario per trasmettere gli anticorpi materni al nascituro.

Il parto avviene in un periodo tra i 5 ed i 2 giorni seguenti linizio delleruzione cutanea:  se il feto è stato infettato il virus ha un decorso benigno, in quanto è avvenuta la trasmissione degli anticorpi materni.

È ancora in discussione il reale rischio di abortività e di prematurità in caso di varicella in corso di gravidanza; tuttavia prematurità ed iposviluppo intrauterino sono frequenti nei neonati con varicella congenita. In caso di rischio di contagio in donne gravide recettive possono essere impiegate le immunoglobuline specifiche (VZIG), che vanno somministrate entro 72 ore dall’esposizione al contagio. Non esistono studi controllati sulla loro efficacia nel proteggere, né è stata dimostrata la loro efficacia nel proteggere il feto dall’infezione; in ogni caso l’assenza di sintomatologia materna conseguente all’uso VZIG non indica necessariamente una protezione fetale.

L’infezione contratta dai 5 giorni precedenti alla nascita ai 2 giorni successivi viene indicata come “varicella neonatale”, e la manifestazione clinica è quella tipica della varicella

I bambini nati a rischio verranno trattati con somministrazione di immunoglobuline adatte,  poichè   l’efficacia di questa terapia  trascorse le settantadue ore dal contagio.

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