È iniziata una nuova guerra mediatica tra due musicisti italiani. Dopo il supposto litigio virtuale con Ligabue, vicenda quest’ultima mai del tutto confermata, Vasco Rossi ha deciso di utilizzare ancora Facebook per rispondere alle accuse nei suoi confronti. La vittima è il cantante Morgan, in arte Marco Castoldi, che proprio questa mattina è apparso sulla stampa per rimarcare come il rocker di Zocca sia musicalmente morto da tempo.

Galleria di immagini: Foto di Vasco Rossi e dell'Heineken Jammin Festival

“Il doppiatore di Johnny Depp? … Ma sì è lui… Morgan degli U2, quello che di concerti a Sansiro se ne intende, altroché…!! Poverinoo… per un barlume di popolarità… cosa non si fa”.

La risposta si riallaccia alla provocazione di Castoldi che, qualche tempo fa, aveva espresso la propria delusione per l’aggressività dei fan del Blasco, i quali si sarebbero lanciati in insulti e lanci di bottiglie sul palco a danno dei gruppi spalla ai concerti di San Siro. Un fatto, questo, considerato da Morgan e da molti addetti ai lavori come una mancanza di rispetto nei confronti della musica e dei suoi interpreti.

Vasco decide, così, di rispondere per le rime al leader degli storici, e rimpianti, Bluvertigo, rimarcando come nella propria carriera Morgan non abbia mai solcato da solista una platea affollata come quella dello stadio di Milano. Un’arena che invece Vasco conosce bene, considerato come sia l’unico cantante a cui l’amministrazione comunale ha permesso ben quattro esibizioni filate, con l’ultima prevista per questa sera. Un successo non concesso ad altri big della musica, quali ad esempio Madonna e i Depeche Mode che, scontratisi con le ritrosie dell’allora amministrazione di Letizia Moratti e dei comitati di quartiere, hanno ripromesso di non suonare più allo stadio meneghino.

Chissà quanto i due musicisti tireranno per le lunghe questa querelle, una vera e propria gara per stabilire chi dei litiganti sia il primo ad aver raggiunto il capolinea musicale. Di certo, non interesserà molto ai fan di entrambe le fazioni, perché a perderci non è la reputazione del cantante di turno, bensì l’amore per la musica.