In origine furono Cristina Prevosti, Stefania Dall’Olio, Eliette Mariangelo, Micaela Verdiani. Era il 7 novembre 1988 e sul bancone di “Striscia la notizia“, il TG satirico creato da Antonio Ricci, si alternavano quattro procaci bellezze in abiti succinti per consegnare ai due conduttori – Ezio Greggio e Gianfranco D’Angelo – le “veline” con le notizie da leggere in onda. L’estetica del “fenomeno” risente ancora dell’influenza di trasmissioni come “Drive In” e “Odiens”: reggiseni push-up, gonnelline corte che poco lasciano all’immaginazione, giarrettiere colorate e trucco da vamp anni ’80.

Galleria di immagini: Tutte le veline di Striscia dal 1989

Il termine richiama i dispacci che il Minculpop, il ministero della Cultura Popolare, inviava agli organi di stampa durante il regime fascista per sollecitare ed evidenziare quali notizie andavano rese note e quali no, dattiloscritte su carta velina e distribuite ai redattori e agli uffici stampa.

Se le impalpabili veline del Minculpop – termine dal quale parodisticamente Antonio Ricci fa derivare quello scelto per le sue vallette – venivano semplicemente spedite, queste arrivano per “posta pneumatica”, una sorta di personificazione in carne, ossa (e il più delle volte silicone) dei comunicati stampa giornalistici, per quel TG satirico che nelle intenzioni del suo creatore partiva con “un programma troppo ambizioso: battere la comicità di Bruno Vespa”.

Questa prima edizione di “Striscia” dura solo un mese. L’impostazione rimane la stessa per quasi un lustro mentre i volti si susseguono sempre diversi, sempre muti e decorativi.  Dall’11 dicembre 1989 al 9 giugno 1990, tocca a Jordy Gordon, Indra Smith, Simonetta Pravettoni, Terry Sessa e Annalisa Gambi scendere dal tubo e sfrecciare su pattini e skateboard mentre Laura Paternoster e Monica Spreafico affiancano la Pravettoni e la Sessa dal primo ottobre 1990 all’8 giugno 1991 insieme alle due sexy infermiere Sonia Grey e Angela Cavagna.

Siamo ancora nell’immaginario post “Drive In” e la Cavagna – che sostituisce in corsa Sonia Grey – colpisce e diventa in breve un sex symbol tanto amato dal pubblico maschile quanto avversato dalla critica e dalle associazioni mediche, che la accusano di ledere l’immagine della categoria. Il centro di produzioni Fininvest (l’allora Mediaset) viene sommerso dalle lettere degli ammiratori, che verranno poi riunite in un libro pubblicato da Pironti Editore dal titolo “Sei più bella della mia capra. Cento lettere ad Angela Cavagna”.

Le successive edizioni vedono confermate Terry Sessa e Simonetta Pravettoni – antesignane del binomio “bionda e bruna” tipico del velinismo a venire – alle quale si aggiungono via via Ana Laura Ribas, Cecilia Belli – della quale si sono perse le tracce – e Fanny Cadeo.

Ma è dalla stagione 1994/1995 che le ragazze diventano effettivamente le “veline”, così come le conosciamo. Più ninfette che maggiorate fisiche, più ragazze sprint in short e top piuttosto che sensuali vamp con make up e costumi da parodia. Si cerca di far evolvere la figura della valletta muta e decorativa, impegnandole di più negli scambi verbali con i conduttori di turno e puntando di più sulle coreografie e il ballo. Le veline diventeranno un fenomeno sociale e di costume, rappresentanti di quella miriade di vallette e showgirl che affollano la televisione, contestate anche in quanto simbolo della mercificazione del corpo femminile così come viene presentata in TV e nella società.

Laura Freddi e Miriana Trevisan vengono scelte dal “vivaio” della trasmissione “Non è la Rai” e dal bancone di “Striscia” verranno lanciate nel mondo dorato della televisione, conduttrici di successo e volti ormai conosciuti e familiari.

Si susseguono negli anni il duo Alessia Merz/ Cristina Quaranta e Roberta Lanfranchi/ Marina Graziani, tutte quante uscite da “Non è la Rai” e ormai divenute ormai note “televip”, attrici e conduttrici. Nella stagione 1997/1998 a Marina Graziani si affianca Alessia Mancini, anche lei passata per il vivaio di Gianni Boncompagni.

Nel 1998 è il turno di Elisabetta Canalis e Maddalena Corvaglia. Se fino ad allora le veline duravano una stagione o poco più e poi venivano sostituite, la sarda Eli e la pugliese Maddy diventano presenze fisse del programma, fino al 2002. Dopo la storia con il calciatore Bobo Vieri, la Canalis diventerà la regina del gossip per la sua love story con il divo di Hollywood George Clooney, che le porterà critiche e pubblicità in egual misura.

Dal 2002 in poi le veline saranno scelte tramite l’omonima trasmissione, che va a sostituire “Striscia” nei palinsesti estivi. La prima edizione del programma “Veline”, condotto da Teo Mammuccari, incorona Giorgia Palmas e Elena Barolo, che sgambetteranno nello studio di “Striscia” dal 2002 al 2004. Dopo di loro Mammuccari proclama veline Lucia Galeone e Vera Atyushkina, le quali balleranno solo per una stagione, seguite dal settembre 2005 da Melissa Satta e dalla brasiliana Thais Souza Wiggers – che verrà sostituita dalla connazionale Veridiana Mallmann quando dovrà dare alla luce la piccola Julia, figlia dell’allora compagno Mammuccari.

Nel 2008 Ezio Greggio conduce la terza edizione di “Veline“, che vede vincitrici Federica Nargi e Costanza Caracciolo, alle quali viene anche affidata la conduzione dello spazio “Le nuove mostre” sul digitale terrestre.