Vene varicose, che fare? Si tratta di un problema che affligge purtroppo molte donne e che rischia di compromettere la vita di tutti i giorni. Esistono fortunatamente diversi rimedi per arginare questa patologia. Anzitutto occorre chiarire di che cosa si tratta: le vene varicose, sono delle dilatazioni che colpiscono le vene delle gambe, invertendo il flusso di circolazione del sangue. Infatti normalmente il sangue scorre dal basso verso l’alto, mentre nelle varici il sangue scorre in senso inverso, ossia verso i piedi.

Le vene varicose provocano una serie di fastidi che si sostanziano in un senso di pesantezza o irrequietezza, unito a gonfiore e bruciore delle gambe. Alla base di questa problematica c’è una debolezza delle vene, da attribuire generalmente a fattori ereditari: a soffrire di varici sono spesso le donne che hanno familiarità con questo disturbo. La buona notizia è che attualmente la medicina è in grado di porre rimedio a questa patologia attraverso tre tipi di terapia: conservativa, sclerosante, chirurgica. Di seguito le caratteristiche di ciascuna.

La terapia conservativa viene attuata mediante trattamento farmacologico, calze elastiche e riabilitazione vascolare. I farmaci servono a combattere i disturbi legati alle varici, ma non sono utili a farle regredire. Le calze elastiche sono di due tipi: riposanti o preventive; queste calze sono molto simili, sotto il profilo estetico, a quelle normali, ma vanno indossate solo su prescrizione medica poiché sono veri e propri presidi terapeutici, utili a chi trascorre molte ore in piedi. La riabilitazione vascolare consiste nel drenaggio linfatico eseguito manualmente e nella pressoterapia sequenziale: questo tipo di terapia è proficuo in caso di gonfiore o alterazioni cutanee.

La terapia sclerosante viene posta in essere attraverso l’iniezione di un farmaco in grado di neutralizzare la vena malata: in questo modo il sangue viene deviato nelle vene sane. Tra i vantaggi di questa terapia rientra il fatto che può essere eseguita a livello ambulatoriale, in più non compromette le abitudini di vita delle pazienti.

La terapia chirurgica può essere effettuata in anestesia locale, con gli ovvi benefici che ne conseguono: si può infatti essere dimesse la sera stessa dell’intervento, senza la necessità di lunghi ricoveri ospedalieri. Attraverso l’operazione si rimuovono le vene malate e solitamente non vengono usati punti di sutura bensì dei cerotti oppure una colla speciale.

Bisogna comunque considerare che le vene varicose, se non curate per tempo, possono ingenerare complicazioni come flebiti, ulcere venose, etc. Per questo motivo è opportuno affidarsi a un medico che sia in grado di consigliare l’intervento migliore per risolvere quanto prima questa patologia.

Fonte: We Women Today