Applausi alla Mostra del Cinema di Venezia per Questa storia qua, film documentario sulla vita di Vasco Rossi. Non poteva essere diversamente, troppo riuscito il lavoro del duo Alessandro Paris e Sybille Righetti per non riscuotere questo successo. Un’interpretazione di Rossi oltre il “Blasco”, un percorso che si insinua tra le piene del suo animo tormentato e poetico.

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Un personaggio spesso scomodo quello di Vasco, che dallo schermo emerge con tutte le sue contraddizioni e a volte con le incertezze e la fragilità che il rocker di Zocca ha cercato a tutti i costi di nascondere al mondo. Perché il Blasco è uno tosto, poetico sì, ma con l’anima del comandante.

Nel film Vasco non c’è, non è attore di se stesso, ma è protagonista assoluto con le molte canzoni di sottofondo e la sua voce narrante che regala emozioni ad ogni parola. Ci accompagna nel viaggio stupendo tra i molti successi che lo hanno reso un mito, concedendo però qualcosa anche sul piano personale. Troviamo sia il rocker duro che non si cura se “gli spari sopra sono per noi”, che quella “anima fragile” con cui si apre “Questa storia qua“.

Non solo il provocatore e l’autore di canzoni passate alla storia come “Albachiara“, “Senza Parole”, “Colpa di Alfredo”, ma anche l’uomo triste e solo che perde l’amico di sempre, Massimo Riva a causa dell’eccessivo consumo di droga. A Venezia Vasco non c’era, alle prese con nuove terapie nella clinica bolognese, ma il suo spirito era forte e presente. Quello di un capitano fragile, con la forza però di regalare ancora mille emozioni ai tanti fan che guarderanno la sua “storia qua”.

Fonte: Il Sole 24Ore