La sua prima volta a Venezia risale al 1994. Era la giovanissima protagonista di quello che si è rivelato un vero capolavoro del cinema italiano: “Il Postino“.

Da allora Maria Grazia Cucinotta è tornata spesso alla Mostra del Cinema, prima come attrice poi come produttrice. È stata anche madrina della manifestazione nell’edizione del 2009.

Galleria di immagini: Maria Grazia Cucinotta a Venezia

Oggi la vediamo per la prima volta sul red carpet nelle vesti di regista, accompagnata come nel 1994 dal collega Renato Scarpa, protagonista questa volta del cortometraggio da lei diretto e dal titolo “Il maestro“:

“Ricordo perfettamente l’emozione enorme che provai al mio debutto alla Mostra, 17 anni fa, come protagonista de Il Postino: indossavo il primo abito griffato della mia vita, me lo aveva fatto Giorgio Armani, e mi appoggiavo a Renato Scarpa, lo pregavo di sostenermi. E adesso per questa mia nuova nascita, il mio debutto alla regia, ancora una volta mi sono trovata accanto a Renato, protagonista del mio film. Con la stessa trepidazione, la stessa emozione di allora…”

Il cortometraggio dell’attrice-regista, della durata di 11 minuti, è stato da poco presentato nella Sala Grande della Mostra, inaugurando la sezione “Controcampo Italiano. La storia narra di un anziano insegnante in pensione, vedovo e solo, che non vuole accettare la sua condizione. Per questo continua a intrufolarsi nelle classi di una scuola elementare, interrogando i bambini e assegnando loro i compiti a casa. La sceneggiatura e le musiche del corto sono opera di Giovanna Cucinotta, sorella di Maria Grazia.

La proiezione si è conclusa con grandi applausi e i ringraziamenti di un’incredula e felice Maria Grazia:

“È vero c’è stata una grande accoglienza ma non ci credo ancora, sono nel pallone. Solo quando tornerò a casa e rivedrò una per una tutte le immagini mi scoppierà la felicità.”

E quando le viene chiesto se la vedremo ancora nei panni di regista, la Cucinotta dichiara:

“Non so se tornerò ancora dietro la macchina da presa, ma ho imparato una cosa: se ti piace una storia, devi realizzarla tu”.

Fonte: Repubblica