{#Venuto al Mondo} è la nuova avventura cinematografica di {#Sergio Castellitto}, alle prese con la sua quarta regia dopo l’esordio con Libero Burro, datato 1999, seguito da Non Ti Muovere del 2004 e il più recente La Bellezza del Somaro, 2010. Come per la seconda fatica, il regista e attore romano torna ad attingere alla bibliografia della moglie Margaret Mazzantini, impegnata con lui nella sceneggiatura tratta dal suo omonimo romanzo vincitore del Premio Campiello 2009.

Galleria di immagini: Venuto al Mondo

Dopo Non Ti Muovere del 2004, Sergio Castellitto torna a scegliere {#Penelope Cruz} come protagonista di Venuto al Mondo; una scelta nata dalla forte volontà dell’attrice spagnola di partecipare a un progetto che l’ha accompagnata negli ultimi anni della sua vita fino alla maternità, evento che l’ha aiutata a entrare ancora più in contatto con la sua Gemma. Al suo fianco c’è Emile Hirsh, insieme a Pietro Castellitto, alla sua terza interpretazione davanti alla macchina da presa guidata da papà Sergio; comprimari, i giovani attori Adnan Haskovic e Saadet Aksoy.

Gemma (Cruz) torna a Sarajevo con il figlio Pietro (Pietro Castellitto) dopo anni dalla guerra che l’ha completamente dilaniata; l’occasione che la spinge a lasciare la sua Roma è la mostra di Diego (Hirsch), fotografo e padre di suo figlio scomparso da anni. Per la donna è un viaggio a ritroso nella sua storia, dall’incontro con l’amore della sua vita incontrato per caso nel 1984 fino alla disperata ricerca della maternità, culminata proprio a Sarajevo nella scelta di affidarsi a una madre surrogato, Aska (Aksoy), aiutata dall’amico e poeta Gojko (Haskovic) il quale, dopo sedici anni, le rivela una pesante verità fino a quel momento rimasta nascosta.

Gli orrori della guerra che ha distrutto Sarajevo durante gli scontri tra Bosnia ed Erzegovina è per molti solo un lontano e sfocato ricordo; non è così però per Gemma che, proprio negli anni del conflitto ha vissuto i momenti più intensi della sua grande storia d’amore con Diego, insieme all’amico Gojko e alla madre di suo figlio, Aska. Gioia e dolore, felicità e disperazione s’intrecciano durante la narrazione della pellicola di Castellitto, con un occhio di riguardo alle donne, coloro che hanno vissuto in maniera più brutale e devastante i crimini e la follia che inevitabilmente accompagnano i conflitti, senza risparmiare nessuno.

Nonostante il cast particolarmente coinvolto nel progetto e l’impegno profuso dietro la macchina da presa, Castellitto su tutti, Venuto al Mondo non riesce a convincere completamente, penalizzato soprattutto dalla scelta poco felice di ricercare in maniera assoluta i fin troppi percorsi esistenziali del libro che, inevitabilmente, non riesce a rimanere nei confini delle oltre due ore di pellicola. Il viaggio interiore all’interno dei personaggi, molti e spesso fin troppo attaccati agli stereotipi già visti e rivisti sugli schermi, diventa complesso e dispersivo, producendo l’effetto contrario di quello ricercato, ossia un freddo distacco nei confronti delle vite che s’intrecciano più volte nei salti temporali che il film racchiude in sé.